Home / Make up Artists  / Tom Savini

Tom Savini

Tom Savini è un attore, regista, stuntman e truccatore statunitense, creatore di effetti speciali.

Le Origini

Thomas Vincent Savini, noto come Tom Savini, è nato a Pittsburgh, in Pennsylvania, il 3 novembre 1946; di origini italiane, è stato educato nella religione cattolica e si è laureato nella High School Central Catholic.Quando era ragazzo si ispirava all’attore muto Lon Chaney, che ha cercato di emulare nella raffinatezza dello straordinario trucco e degli effetti teatrali. Attribuisce inoltre al film Man of a Thousand Faces il suo desiderio di creare effetti speciali.

Il giovane Savini sperimentava con qualsiasi mezzo che riusciva a trovare, infatti fece i suoi primi tentativi di applicazione di protesi al viso con delle gomme da masticare.

Crea effetti speciali inizialmente solo su se stesso, poi convinse anche i suoi amici a fargli praticare il suo mestiere su di loro. Combinando le sue applicazioni di trucco e i suoi costumi fatti in casa, ha cominciato a spaventare chi gli stava intorno, scoprendo così anche la passione per la recitazione.

Savini ha frequentato Point Park University per tre anni, prima di arruolarsi nell’Esercito degli Stati Uniti.

La Guerra

Savini fu un fotografo sul campo della guerra del Vietnam, dove era circondato da violenza e morte.

In un’intervista del 2002, ha raccontato al Pittsburgh Post:

Quando ero in Vietnam ero un fotografo di combattimento. Il mio compito era quello di scattare immagini di danni alle macchine e alle persone.

Attraverso il mio obiettivo, ho visto un po’ di roba ripugnante. Per far fronte a esso, credo di aver cercato di pensare a ciò come effetti speciali.

Ora, come artista, penso solo di creare l’effetto entro i limiti con cui abbiamo a che fare.

Savini si separò dai veri orrori della vita di guerra; tuttavia, tutte le immagini ancora perseguitano la sua
mente.

Savini ha detto anche che le sue esperienze di guerra hanno influenzato il suo attuale stile di effetti cruenti:

Odio quando nei film di guerra, qualcuno muore con un bel sorriso sul volto e la mascella rilassata. In alcuni casi, le persone muoiono con un occhio aperto o uno semichiuso. Ho incorporato il senso della morte in ciò che ho visto in Vietnam e tutto questo nel mio lavoro.

Nemmeno in Vietnam ha abbandonato il trucco, spesso i contadini indigeni si divertivano a farsi trasformare improvvisamente in dei mostri.

Gli Studi

Dopo la sua spedizione in Vietnam, ha frequentato la Carnegie – Mellon University, come il primo studente ad aver ottenuto una borsa di studio completa nella recitazione e regia del programma.

Il suo stile e le sue tecniche hanno lo scopo di portare il realismo vivido nei film di genere.Tornato in America, trova subito qualche impiego nelle produzioni indipendenti horror come truccatore.

Il Cinema

Inizia con Deranged nel 1974 di Jeff Gillen e Alan Ormsby, ma la vera svolta arriva dopo l’incontro con il regista George A. Romero, il padre degli zombie autore del film cult La notte dei morti viventi del 1968 e capostipite di uno dei filoni più sfruttati della cinematografia dell’orrore. Romero gli chiede di creare un l’effetto di un polso tagliato nella scena di apertura del film Wampyr nel 1977. Il lavoro è così soddisfacente che proprio quella scena è considerata una degli incipit audio-visivi più
convincenti del cinema horror degli anni Settanta.

Gli Zombie di Tom Savini

Romero, a quel punto, decide di collaborare con lui e gli spiega il suo progetto: realizzare una saga di pellicole sui
morti viventi. L’anno successivo sono già a lavoro: Savini crea arti recisi e tracce di morsi che diventano la sua inconfondibile firma.Ne Lo Zombie del 1978 di George Romero ha fatto l’attore, lo stuntman, l’artista degli effetti speciali e del make-up in Zombie per tre mesi ogni giorno, si portava sul set un sacco a pelo in giro e schiacciava un pisolino ogni volta che poteva, prima che qualcuno lo svegliasse per realizzare un effetto speciale, un problema da risolvere o la creazione
di un make up.

Come attore il suo personaggio non era nella sceneggiatura, però mise un costume ed iniziò a improvvisare e George volle che continuasse.

Le Collaborazioni

Bastano queste pellicole a farlo incoronare come uno dei pionieri dei film gore e ad annoverarlo insieme a leggende come Dick Smith, fonte d’ispirazione all’inizio della carriera di Savini, e Rob Bottin.Diventato il personaggio chiave dietro gli effetti speciali horror o fantasy degli anni Ottanta-Novanta, collabora anche con Dario Argento in Trauma e Due occhi diabolici.Si incontra poi con Tobe Hopper in Non aprite quella porta – Parte II, arrivando però a un livello di puro realismo solo con Maniac nel 1980.Inoltre è noto per la sua collaborazione in Venerdì 13 e Dimensione terrore.Ha diretto il remake del 1990 de La notte dei morti viventi.

I Premi

Ha vinto diversi Saturn Award per il miglior trucco ed i migliori effetti speciali. Il primo gli viene assegnato l’epico Il giorno degli zombi.

Se ne aggiudica uno anche per il terzo capitolo della saga Il giorno degli zombi del 1985.

Attualmente

Nonostante si sia ufficialmente ritirato dal settore degli effetti speciali, Savini continua a dirigere, produrre e partecipare in diversi lungometraggi.Il regista continua a sfornare nuove generazioni di creatori di effetti speciali con la sua scuola, infatti dal 2000 dirige un corso sulla creazione degli effetti speciali al Douglas Education Center di Monessen, in Pennsylvania.

Fotografia e make up, sono gli elementi cardine del percorso trasversale e dinamico che, sin da giovane, ha segnato l’animo di Antonio Ciaramella. Se le sue origini partenopee gli hanno conferito l’arte del parlare romantico, la sua determinazione l’ha portato ad inseguire costantemente la bellezza.

NO COMMENTS

POST A COMMENT