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Alberto De Rossi

Alberto De Rossi, alto e rauco, dai capelli bianchi a 49 anni è considerato il make-up artist numero uno d’europa. Truccatore di Ava Gardner, Maria Callas, Elizabeth Taylor, Claudia Cardinale e di Audrey Hepburn in varie pellicole.

Alberto nasce a Roma, figlio di uno dei primi make-up artist cinematografici, lavora come apprendista di suo padre Camillo De Rossi.

Alberto De Rossi e la Bellezza

De Rossi pensa che le donne più belle da lui truccate siano Anna Magnani e Ava Gadner, con il loro zigomi meravigliosi, però non nella loro giovane età, ma dopo i quaranta anni.
E’ lui a scoprire il talento di Francesco Freda, truccatore di fiducia di registi come Michelangelo Antonioni, Francesco Rosi, Mauro Bolognini, Alessandro Blasetti, e soprattutto di Sophia Loren.

 

 

A Parigi dichiara che i peccati nel make up commessi più frequentemente dalle donne sono il non conoscere la Color Harmony, applicando dei rossetti non armonici con i colori dell’incarnato, degli occhi e dei capelli. Le donne infatti usano i colori che si abbinano ai vestiti che indossano.
Spesso esagerano nel togliere troppi peli dalle sopracciglia, dando così un impressione di innaturalezza. Inoltre, secondo De Rossi è sbagliato copiare il look delle modelle o delle attrici, che indossano make up spesso eccessivo, poichè creato per adattarsi alle telecamere.

Audrey Hepburn

Dopo un lungo periodo di bellezze sofisticate e aggressive, compare una donna più naturale e disinvolta: Audrey Hepburn, che rappresenta un tipo di bellezza totalmente rivoluzionaria nella storia della moda.
Occhioni, viso minuto, un corpo esile, in contrasto con le forme di altre dive a lei contemporanee. E’ proprio Alberto De Rossi, conosciuto sul set di “Vacanze Romane” nel 1953, a studiare per lei make-up che la renderà famosa. Alberto lavora sulla bellezza naturale di Audrey, senza mai cercare di farla diventare ciò che non era.
Le sopracciglia alla Dietrich appartengono ormai al passato. Per Audrey diventano un marchio, le ha folte e ad ala di gabbiano

“Le Sopracciglia di Audrey ripetevano al contrario la linea della mascella”

Alberto De Rossi

Alberto valorizza gli occhi di Audrey, il suo punto di forza, con un mascara ultra black, passato almeno tre volte, dopo il paziente Alberto separa le ciglia una ad una con uno spillo, per aprirle a ventaglio. L’eyeliner era irrinunciabile per accentuare gli occhi grandi e creare l’effetto “bambi”.
L’incarnato è luminoso e le labbra sottili sono ridisegnate per farle sembrare più piene.
Alberto durante i film decideva se apportare qualche variazione al look in base al personaggio che Audrey doveva interpretare.In “Come rubare un milione di dollari e vivere felici“, nel 1966, Alberto decide di farle sfoggiare, sotto una maschera di pizzo nero, un drammatico ombretto glitterato argento.
Dal momento che Alberto accompagna Audrey nella maggior parte dei suoi film, con la morte di Alberto Audrey sarà distrutta, poiché perderà un vero amico.

Elizabeth Taylor

De Rossi non truccò solo Audrey Hepburn, spesso si dedicò anche al make-up di Elizabeth Taylor, creando alcuni dei suoi look più iconici, come quello in “Doctor Faustus”, film del 1967, in cui la Taylor interpreta Elena di Troia.
La loro prima collaborazione è “La bisbetica domata”, in questa pellicola Alberto si limita a armonizzare e a enfatizzare la bellezza naturale di Liz, con un look ricercato e sobrio, incentrato sullo sguardo dell’attrice.

De Rossi collabora con Liz anche nel colossal “Cleopatra”, deve però rinunciare a occuparsi del make-up in prima persona, a causa di problemi di salute. Insegna così alla Taylor le varie tecniche e come realizzare il make-up da lui ideato, perciò per tutte le riprese è Liz in persona a ricrearlo.

Il Gattopardo

Nel “Gattopardo cura il look di Claudia Cardinale, che nel film interpreta Angelica. Anche in questa pellicola si nota lo stile che ha sempre contraddistinto Alberto: semplice e studiato per esaltare la bellezza naturale.

In collaborazione con M. Cappai

Fotografia e make up, sono gli elementi cardine del percorso trasversale e dinamico che, sin da giovane, ha segnato l’animo di Antonio Ciaramella. Se le sue origini partenopee gli hanno conferito l’arte del parlare romantico, la sua determinazione l’ha portato ad inseguire costantemente la bellezza.

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