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Alla Nazimova

Alla Nazimova è stata una diva russa dei film muti di Hollywood e del teatro a Broadway, tra gli anni dieci e gli anni venti.

Un’Infanzia Difficile

Alla Nazimova, nome d’arte di Miriam Edez Adelaida Leventon, nata nel 1879, a Yalta, Crimea, nell’Impero russo.

La sua fu una triste infanzia, infatti il padre di Alla sottometteva con la violenza sua madre, lei e i suoi fratelli.

Quando i suoi genitori si separano, visse con dei lontani parenti benestanti, ebbe l’occasione di imparare il francese ed il tedesco.Quando suo padre si risposò, dovette seguirlo in Russia, purtroppo però il loro rapporto non migliorò, influenzato dal disaccordo con la matrigna.

Gli episodi di violenza continuavano: nel 1889 si esibì in un concerto natalizio, ricevette molti consensi che, purtroppo innervosirono suo padre.

Alla fine di ogni esibizione poichè le tornava in mente quell’episodio specifico, Alla veniva colta da crisi nervose ed attacchi di panico.

Lo stress emotivo a cui fu sottoposta, la portò a vivere la ribellione contro l’autorità per guadagnare l’attenzione degli altri.A quindici anni entra in un collegio di Odessa, dove però viene derisa per il suo aspetto e i suoi modi mascolini.

Poco tempo dopo fu accolta da una famiglia affettuosa, dove incontrò i figli della padrona di casa, che si esibivano in un teatro, dove Alla li accompagnava e li aiutava con trucco e costumi.

La Carriera a Teatro

All’età di 17 anni cominciò a prendere delle lezioni di recitazione e si unì alla società di attori presso il Teatro d’Arte di Mosca, dove ebbe l’opportunità di apprendere nuovi metodi di recitazione, più realistici e basati sulla interiorizzazione del carattere del personaggio rispetto alla scuola del teatro ottocentesco.Durante questo periodo, affrontò la povertà, per evitare la cena andava a dormire presto e spesso fu mantenuta da ricchi uomini anziani.

Confermando il suo carattere fermo e arguto lasciò la scuola appena cominciò a considerarla superato e obsoleta. Quando iniziò a comparire sul palco cambiò il suo nome in Alla Nazimova.

Lavorando in una compagnia di giro, incontrò Sergei Golovin, studente di recitazione ebreo, con cui si sposò, ma si separarono in fretta.
Quando nel 1904, incontrò Pavel Orlenev, con cui ebbe una relazione sentimentale e professionale, insieme fecero una tournè a livello internazionale in tutta Europa.

A Londra ottenne molto successo prima con l’oprea The Chosen People di Eugene Chirikoff e successivamente con Casa di bambola di Ibsen.

Dopo aver preso lezioni di inglese ed essere stata scritturata dal produttore statunitense Henry Miller, si esibii nel 1905 a Broadway, dove rinterpretò Hedda Gabler, Casa di bambola e la Signora delle Camelie.

Il pubblico americano rimase sbalordito per i temi moderni e per il modo innovativo di fare teatro.

Alla Nazimova 1907

I critici dell’epoca esaltavano la carica emotiva dei suoi personaggi e la sua esteriorità esotica e ambigua.

Alla Nazimova 1912

Nel 1912 durante lo spettacolo Bella Donna, incontrò l’attore Charles Bryant, che divenne suo grande amico; nonostante la Nazimova fosse ancora sposata e Bryant fosse gay, i due vivranno insieme come coppia per ben vent’anni.

Il Debutto al Cinema

Alla Nazimova in War Brides

Nel 1916 debuttò al cinema con War Brides, dopo il successo che aveva ottenuto a teatro, specialmente da parte delle organizzazioni femminili.Alla Nazimova riuscì nel suo intento: infatti accettò questo ruolo nel tentativo di abbandonare i ruoli da femme fatale che aveva accettato sotto contratto.

Firmò un contratto con la Metro Goldwyn Mayer: 30.000 dollari a film e vari bonus.

Con quel denaro comprò Il Giardino di Allah, una villa sulla Sunset Boulevard con stanze in stile spagnoleggiante, un’immensa piscina e uno stupendo panorama. Qui era solita organizzare trasgressive feste.

In questo periodo Alla conobbe l’attrice russa Emma Goldman, che l’aiutò spesso nei suoi momenti di fragilità e fu per lei la prima relazione con una donna. Consapevole della sua diversità e non faceva nulla per nasconderla, nonostante la sua casa di produzione tentasse invano di mettere a tacere le troppe voci sulla sua omosessualità.Alla Nazimova era diventata una star del box-office: una star tragica, torrida ed elegante.

Col tempo iniziò ad interessarsi alla sceneggiatura e alla produzione dei suoi film; adattò per il grande schermo opere di scrittori e drammaturghi sviluppando nuove tecniche cinematografiche, considerate audaci per i tempi.

Il Successo

Nel 1918 Alla a Los Angeles recita, produce e dirige il film Eye for Eye, che fu un grande successo.

Nel 1919, si dedica al film Out of the Fog, diretto dal regista Albert Capellani, con cui collaborò nello stesso anno anche per la pellicola The Red Lantern.

Nello stesso anno però arriva il suo primo fallimento al botteghino con The Brat, diretto da Herbert Blanchè.

Nel 1920 con Stronger Than Death ebbe un altro successo, grazie alla regia del suo amico Bryant e di Blaché.

La sua rivalsa però non durò a lungo, infatti i suoi film successivi, non incontreranno il favore del pubblico e della critica.Inoltre il suo contratto con la MGM non venne rinnovato e l’attrice passò alla United Artists.

Le Collaborazioni con Natacha Rambova

Natacha Rambova, 1926

Nei primi anni ’20 la Nazimova collaborò con Natacha Rambova.La Rambova fu inizialmente una danzatrice, che si occupò successivamente di scenografia, costumi e desing, così partì la collaborazione con Alla Nazimova.La loro prima collaborazione fu per le scenografie del primo film di ambizione artistica della Nazimova, La signora delle camelie nel 1921, considerato il suo miglior lavoro, per il quale la Rambova si ispirò all’espressionismo tedesco. La pellicola fu molto apprezzata dal pubblico e dalla critica. Grazie alla sceneggiatura del film, curata da June Mathis, scrittrice e talent-scout e all’alchimia tra i due protagonista Rodolfo Valentino e Alla Nazimova.Visto il successo della loro prima collaborazione, nel 1922, Alla Nazimova commissionò alla Rambova il compito di arredare il set anche per il film Casa di bambola, del quale Alla stessa si occupò della sceneggiatura e affidò a Charles Bryant la regia. Il film però non ottiene il risultato sperato.

Il Fallimento di Salomè

Alla non soddisfatta, decise di realizzare il film Salome di Oscar Wilde. In onore di Wilde l’attrice richiede un cast completamente gay e chiese alla Rambova di occuparsi della scenografia.Quest’ultima però basandosi sui disegni di Aubrey Beardsley creò un arredamento con uno stile eccentrico e decadente.La sua interpretazione fu ottima ed apprezzabile, ma la Nazimova era troppo matura per il personaggio da ninfetta. Purtroppo per questi fattori il film fu un fiasco.L’attrice, che ci investì molto, perse un’enorme somma di denaro, al punto da essere costretta a vendere il suo Giardino di Allah ad una catena di hotel, che le permise comunque di abitare in uno degli appartamenti.

L’hotel, costutuito da 24 ville, fu frequentato da personaggi come Harpo Marx, Sergei Rachmaninoff, Humphrey Bogart e Lauren Bacall.

La Fine

Nel 1925 tornò al cinema in The Redeeming Sin e My Son, per poi dedicarsi al teatro, dove negli anni ’30 Alla continuò a lavorare con successo.

Viaggiò per il mondo, dove ebbe l’occasione di conoscere molte personalità di spicco.

Negli ultimi anni l’attrice si ritirò a vita privata.

Nei primi anni ’40, per ragioni finanziarie, lavorò ancora per il cinema, ad esempio girò il film Sangue e arena nel 1941, con Rita Hayworth.

Il 13 luglio del 1945, a 66 anni, nella Villa 24, Mariam Edez Adelaida Leventon morì a Los Angeles.

In Collaborazione con M.Cappai

Fotografia e make up, sono gli elementi cardine del percorso trasversale e dinamico che, sin da giovane, ha segnato l’animo di Antonio Ciaramella. Se le sue origini partenopee gli hanno conferito l’arte del parlare romantico, la sua determinazione l’ha portato ad inseguire costantemente la bellezza.

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