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Cléo de Mérode

Cléo de Mérode, La Danseuse

Cléo de Mérode è stata una ballerina francese della Belle Epoque, dalla bellezza casta e inaccessibile, oggetto di contemplazione degli aristocratici e musa degli artisti.

I Primi anni

Cléo de Mérode, diminutivo di Cléopatra Diane de Mérode, nasce a Parigi il 27 settembre 1875, nobile dalla nascita, poiché figlia della baronessa austriaca Vincentia de Mérode e di un nobile viennese che è rimasto sconosciuto.

Cléo cresce come una vera parigina: viene eletta reginetta di bellezza, prende lezioni di danza presso la scuola dell’Opéra di Parigi, dimostrandosi tanto capace da debuttare quando aveva appena undici anni.

La madre sfrutta il successo di Clèo a Parigi come un’arma di riscatto sociale contro chi le aveva chiuso le porte quando rimase incinta fuori dal matrimonio.

La Fama

La sua bellezza e grazia la fanno così diventare un’icona per le donne francesi, che ne imitano il suo stile e il suo modo di vestire, al punto che una pettinatura ideata da Cléo a bande piatte sulle orecchie, definisce la moda della Belle Époque.

Veste da Doucet, il più grande couturier del suo tempo, che disegna per lei abiti che esaltano il suo vitino da vespa e le lunghe gambe, senza mai utilizzare in spacchi e decollété.

La sua immagine diventa cartolina, oggetto pubblicitario e calendario: uno sfruttamento commerciale senza pari, con riproduzioni per l’Europa e l’America.
Nel 1914 la fama di Clèo era al culmine, dal momento che si era dedicata anche al cinema ed all’operetta.

La relazione con Leopoldo II

Leopoldo II del Belgio, anziano e grasso, si innamora di Cléo durante una rappresentazione della Aida a cui la giovane prese parte, da quel momento la vizia con fiori e regali e assiste a ogni sua esibizione.

La storia spalancò a Cléo i palcoscenici di mezzo mondo, come in Russia e negli Stati Uniti.

Dopo la morte del re, si lega sentimentalmente ad un aristocratico francese che muore però giovane.

Cléo, nonostante le varie relazioni, non si sposerà mai.

Musa

Cléo posò come modella per diversi artisti, tra i quali Toulouse-Lautrec ed Edgar Degas, divenendo così la diva dell’epoca.
Le prime immagini di Clèo risalgono a quando aveva tre anni, scattate da Félix Nadar, il re dell’obiettivo e l’inventore della foto d’arte.

La fotogenia di Cléo e il fisico femminile la rendono unica, così i fotografi dell’epoca fanno a gara per immortalare le sue splendide fattezze.

Con l’incontro con lo scultore Alexandre Falguiére, Clèo diventa l’ideale femminile.

Al Salon du Printemps Falguiére espone così la sua Danseuse: nuda, verginale, con l’inconfondibile volto di
Cléo.

Scoppia però lo scandalo, così Clèo nega di aver posato per l’artista, che non la smentisce.Giovanni Boldini, il ritrattista per eccellenza della bellezza femminile, la immortala in un quadro.

Luis de Perinat, scultore e suo amante, sistema la sua statua al Père-Lachaise come ornamento della tomba di Vincentia de Mérode, la madre.

Clèo muore, quasi dimenticata a Parigi, in un appartamentino modesto nei pressi del Parco Monceau.

Fotografia e make up, sono gli elementi cardine del percorso trasversale e dinamico che, sin da giovane, ha segnato l’animo di Antonio Ciaramella. Se le sue origini partenopee gli hanno conferito l’arte del parlare romantico, la sua determinazione l’ha portato ad inseguire costantemente la bellezza.

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