Home / Archivio Trucco d'epoca  / Contouring e Highlight ieri e oggi

Contouring e Highlight ieri e oggi

La prima cosa che ho appreso come truccatore professionista è che il makeup può trasformate completamente il volto di una persona.

Questa idea mi faceva (e mi fa ancora) letteralmente impazzire!

Da subito mi tuffai a capofitto nello studiare le volumetrie del volto ed apprendere la tecnica che in italiano chiamiamo “chiaro scuri” …. Si vede proprio che siamo il Bel Paese e molto sensibili all’arte.

Antonio Ciaramella

foto-1 

Il Beauty Calibrator ideato da Max Factor 1932 

Ebbene si in America, dove tutto sanno di trucco e trasformazione è all’ordine del giorno la metamorfosi, che non è iniziata con la Kardashian, non è iniziato negli anni 80 con l’esplosione del make up e la disco dance, neanche con Marilyn Monroe.

Tutto questo sembra sconvolgente ai più , ma il make up si evolve nel cinema ed un grande maestro anzi Maestro è stato proprio Max Factor. Pensate lui ha ideato la Color Harmony, o meglio l’armonizzazione del volto attraverso la giusta proporzione di colore basandosi sui colori dominanti di una persona: capelli, incarnato e occhi.

foto-2 

Prime face chart per le correzioni volumetriche

 foto-3

Lo spirito avanguardistico nella spasmodica ricerca della perfezione e della simmetria, filosofia molto sentita nel trentennio, lo spinge anche a creare il Beauty Calibrator un casco assemblabile in moduli che serviva a misurare con precisione sporgenze e rientranze per poter avere una “Mappatura” perfetta del volto e intervenire successivamente per “compensare” li dove ce ne fosse bisogno con il make up (tra l’altro parola inventata da Mr. Factor!). tutta questa esigenza nasce dagli Studios Hollywoodiani e il bisogno di creare Dive dall’aspetto unico ed irraggiungibile come ho scritto in Make up 100 anni allo specchio (Ed. Efesto) è l’era del make up sartoriale fatto su misura.

 foto-4

Cosa fa il buon Max, scurisce le zone troppo prominenti, e rende luminose le zone da risaltare, tutto questo con i prodotti da lui ideati e con una gamma di colorazioni ristretta, basta pensare che alcune ombreggiature venivano fatte con il rouge, il blush moderno, e ombretti cremosi violacei, grigi e marroni. Il compito di questi pochi prodotti era svolto egregiamente, ricordiamoci che le riprese erano in bianco e nero, l’HD ancora non esisteva ne per la tecnologia di ripresa e illuminazione, ne per la pellicola. Basta guardare con attenzione le foto delle dive del passato come la Dietrich e ci si rende subito conto delle ombre proprie ricostruite ad arte sulla piega palpebrale, zigomi, lati del naso ecc…pensavi fosse solo opera di un bravo fotografo o direttore della fotografia?

Nulla era lasciato al caso

Solo ore di sala trucco riuscivano a creare una DIVA!! Dobbiamo aspettare gli anni 50 per avere un idea più chiara sui punti luce e ombreggiature da effettuare in modo beauty.

foto-5 

Make up televisivo degli anni 40 le colorazioni erano solitamente in rosso e verde dipendeva dal tipo di segnale che si trasmetteva al ricevitore, i contorni comunque risaltati per non far apparire il viso piatto

Il make up di trasformazione 

Vorrei soffermarmi su questo concetto per non essere frainteso.

Il make up di trasformazione già esisteva e da tempo e la storia del teatro e del cinema degli albori lo dimostra, tutti i professionisti del settore conoscono l’espressionismo tedesco e le caratterizzazioni di film cult come Il gabinetto del Dottor Caligari, Nosferatu ,il Dottor Mabuse ecc… e li i visi si che venivano trasformati. L’idea geniale è stata trasferire tutto quel bagaglio di conoscenza ad un livello estetizzante come fa il trucco beauty. Perché dobbiamo attendere gli anni 50? Perché grazie alla cosmetologia che fa passi da gigante ogni giorno, le nuove formulazioni, i nuovi pigmenti , eccipienti, oli aggreganti emulsioni e chi più ne ha più ne metta, riescono a creare una gamma tale di prodotti  da poter intervenire sulla trasformazione del volto con gradazioni di colore simili all’incarnato e più leggeri nella texture, formulazioni sempre a passo con i tempi e adatti alla definizione cinematografica e televisiva. Paradossalmente il make up degli anni 30 che sembra più leggero in realtà era più strutturato e scolpito di quello degli anni 50 poiché la pellicola cinematografica era meno definita ( così come le cineprese e le illuminazioni ) .

I cambiamenti del trucco nel tempo

Negli anni 50 i professionisti iniziano ad agire per scolpire il volto con 3 gradazioni di fondotinta per enfatizzare o smorzare volumi.

“Il make up è una maschera vera è proprio, è uno status symbol, è una caratterizzazione e come tale è sensibile ai fenomeni socio culturali ed economici del paese in cui si vive. “

 Le dive di fine anni 60, la rivoluzione sessuale, il rimanere fuori casa fino a tardi e il non voler sporcare il cuscino del proprio amante con stratificazioni di trucco porta le donne ad avere l’esigenza di un make up più easy e a spingere le case cosmetiche ad accontentare le esigenze delle nuove donne ( controtendenza che avvertiamo nei mitici anni 80).

Gli anni 80 sono il top per la figura professionale del truccatore, tant’è che quest’ultimo esce dalla sua tana fatta di backstage cinematografici televisivi e da appena 30 anni anche dai set della moda per insinuarsi tra le abitazioni comuni per curare il look delle spose. Questo fondamentale passaggio porta in primo piano il truccatore, le case cosmetiche e i close up delle sposine! I Make up artist sanno come trasformare il volto delle persone hanno anni di esperienza tramandati dai più grandi del mestiere! Ritorna in auge la tecnica del contouring in modo che la sposa si veda perfetta nelle fotografie, ben definita con un profilo meraviglioso e dei grandi occhioni!  Infatti i chiaro scuri servono proprio a questo ricreare tridimensionalità  e definizione al volto ricalcando le ombre e le luci naturali o modificandole per modellare diversamente il viso.

Capiamo che al giorno d’oggi come ieri (e come l’altro ieri ) le scuole di pensiero viaggiano su due binari opposti: da una parte la moda avverte l’esigenza di creare un look veloce fresco informale facile da effettuare e che sia un pò ispirato a quei mercati asiatici che fanno fare tanto “cassetto” (ecco le tendenze moda di pelli schiarite e glow) dall’altra parte la sempre più violenta presenza del web nell’imporre a tutti un profilo e quindi un immagine, creando l’esigenza di avere un look sempre pronto a paparazzate NIP ( Not Important People) e selfie da copertina . Il mercato asseconda tutte le esigenze vendendo palette contouring per scolpirsi il viso e BB cream per essere fresche e contemporanee esattamente come le tipologie di bellezza del cinema degli albori tra la conturbante e fatale bellezza di Theda Bara in contrapposizione alla prima fidanzata d’America Mary Pickford.

 

Marlene Dietrich leggibili i punti luce e le ombreggiature. Non era solo merito della fotografia le ombre naturali ed i punti luce venivano comunque esaltati.

 

Dopo tutto questo mi viene da sorridere leggendo commenti sul web di persone che asseriscono che il Contouring e Highlight  sono una tecnica moderna oppure che i chiaro scuri sono alto o che negli anni 30 il make up era leggero e con pochi colori, senza dilungarmi sulla categoria delle “sperimentatrici” che ancora non ho capito se mi divertono o inquietano e sono coloro che vorrebbero, per esempio, fare contouring con i prodotti minerali o bio … già l’approccio è un puro controsenso.

Mi immagino allora di essere “Giudice” di questa eterna lotta tra il bene e il male tra famosi truccatori e loro adepti a favore di chi o di cosa ? make up leggero o strutturato? Quasi a dover decidere le sorti del pianeta.

Il perdente resto e sono sempre io schiavo della mia piccolissima cultura del bel cinema che fu e delle fotografie in bianco e nero e mi immagino in un camerino pieno di fresie e rose a truccare Marlene che mi cazia perché l’ultima volta il conturing del naso ero storto!


di Antonio Ciaramella 

Fotografia e make up, sono gli elementi cardine del percorso trasversale e dinamico che, sin da giovane, ha segnato l’animo di Antonio Ciaramella. Se le sue origini partenopee gli hanno conferito l’arte del parlare romantico, la sua determinazione l’ha portato ad inseguire costantemente la bellezza.

NO COMMENTS

Sorry, the comment form is closed at this time.