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Dr Jekyll e Mr Hyde

Dr Jekyll e Mr Hyde è in film horror americano (pellicola del 1931) diretto da Rouben Mamoulian e interpretato da Frederic March. Il film è un adattamento di “Lo strano caso del dottor Jekyll e del Signore Hyde” di Robert Louis Stevenson (1886) considerato uno dei più grandi classici della letteratura fantastica di tutti i tempi. Le prestazioni di March sono state molto lodate e gli valsero il suo primo Oscar.

La Trama

Ambientato in una Londra fatta di cappe e canne fumarie il dottor Jekyll annuncia di aver scoperto che l’anima dell’uomo è divisa tra il bene e il male mettendo in netta contrapposizione il desiderio di amare e quello di compiere buone azioni a quello di soccombere agli istinti più bassi e malvagi.
Jekyll, aiutato dal suo fedele servo, Poole, perfeziona i suoi esperimenti nel suo laboratorio personale, dove inventa una pozione che decide di testare su sé stesso. Si trasforma così in un “quasi” uomo di Neanderthal sopranominato Mr Hyde il quale si pavoneggiava per i luoghi di ritrovo delle classi superiori della Londra vittoriana. Jekyll frequentando questi posti conoscerà Ivy (Miriam Hopkins) proprietaria del club, di cui abuserà. Una volta svaniti gli effetti della pozione, lascia Ivy temporaneamente per convincere il suo futuro suocero di darle in sposa sua figlia Muriel (Rose Hobart).

Jekyll assume dosi sempre maggiori di pozione e si trasforma di nuovo nel suo lato oscuro ancor più orribile di prima. Senza più controllo strangola Ivy e aggredisce la stessa Muriel ma viene scoperto nel laboratorio dall’amico Lanyon e dalla polizia. Nella sparatoria che segue al suo tentativo di fuga, viene colpito a morte, le orribili sembianze di Hyde lasciano il posto, per l’ultima volta, a quelle del benevolo Jekyll.

La trasformazione

Quello che colpisce in questo film sono gli effetti speciali. Le trasformazioni del protagonista nella prima sequenza sono realizzate senza tagli o spostamenti di camera, ma solo con gli effetti e l’uso delle luci realizzando sequenze che, per quanto invecchiate e ormai sorpassate, ancora colpiscono. Si tratta, con ogni probabilità, dell’interpretazione più iconografica, sia per un uso innovativo del trucco e degli effetti speciali, sia per le contorsioni facciali dell’attore, che gli avvalsero il premio Oscar.

 

Un capolavoro della cinematografia

Questo film resta uno dei massimi esempi di collaborazione tra reparto trucco e direzione della fotografia. I protagonisti di queste due categorie sono Karl Struss, direttore della fotografia, e Wally Westmore, truccatore, realizzarono in sinergia perfetta il celebre piano-sequenza, alla trasformazione degli austeri lineamenti di Frederich March in una caratterizzazione mostruosa sfruttando inizialmente le ombreggiature per l’invecchiamento e successivamente dirigendo il make up in una maschera grottesca ispirato ad un uomo primitivo, scelta non fatta a caso poiché il famigerato Mr Hyde era la quintessenza del male primitivo.

Gli Effetti Speciali

La realizzazione di questa sequenza storica è stata possibile grazie alla conoscenza dei colori e di come questi interagiscono alle diverse lunghezze d’onda. Il make up sull’attore era già presente dall’inizio della ripresa solo che non visibile (qui il lampo di genio). La caratterizzazione completa di Mr Hyde era realizzata da Wally Westmore con prodotti grassi di diverse sfumature rosse, quindi occhiaie, ombreggiatura zigomi, ombreggiatura del solco naso labiale ed il contorno labbra.

Inizialmente non si vede nella ripresa in bianco e nero poiché l’illuminazione utilizzata da Struss era filtrata da gelatine di colore rosso. Rosso su rosso annulla l’effetto quindi sulla pellicola vediamo l’attore con le sue fattezze umane come se non fosse truccato. Il gioco ormai era fatto, per far apparire il mostro bastava lentamente diminuire l’intensità delle lampade con la gelatina rossa e aumentare di pari passo quelle con la gelatina verde (colore complementare al rosso), in questo modo le linee d’espressione truccate di rosso sarebbero diventate nere.

Un Make-up degli anni’20

Il make up delle due attrici è ancora in pieno stile di fine anni ’20: onde raccolte sguardi languidi e colori non marcati, come voleva la Color Harmony, per evitare contrasti appariscenti.

In questa pellicola possiamo apprezzare a pieno tutte le innovazioni scientifiche e tecnologiche del cinema, dall’illuminazione alla pellicola pancromatica passando per il sonoro egli effetti speciali di make up.

Fotografia e make up, sono gli elementi cardine del percorso trasversale e dinamico che, sin da giovane, ha segnato l’animo di Antonio Ciaramella. Se le sue origini partenopee gli hanno conferito l’arte del parlare romantico, la sua determinazione l’ha portato ad inseguire costantemente la bellezza.

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