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Francesco Freda Makeup Artist

Francesco Freda, detto Franco, nacque a Foligno, in provincia di Perugia, nel 1925 è un truccatore cinematografico italiano.

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Dopo aver abbandonato gli studi di architettura all’Università di Roma, nel 1947 inizia, per caso, affascinato dal reparto trucco, dalle luci e dagli specchi di Cinecittà, a lavorare nel cinema, divenendo in pochi anni uno dei truccatori più apprezzati e richiesti del cinema italiano e internazionale.

L’inizio della carriera

Incontrò per caso, durante un provino con la famosa costumista Maria de Matteis, Anna Allegri, fondatrice della sartoria Annamode, attiva per molti anni nel mondo del cinema e del teatro internazionali. Dopo una reciproca antipatia con Anna, nacque un grande amore che li ha portati a sposarsi e a passare la vita insieme, fino alla morte di lei.  Per la moglie Anna, nel 2009, ha realizzato la raccolta di poesie “L’amore non ha fine”. Francesco passa gran parte della sua vita a Roma e lunghi periodi a Pistoia con la famiglia.
Il primo a vedere il suo talento fu Alberto de Rossi, infatti troviamo molte similitudini tra i due. Anche a Freda come a de Rossi non è mai piaciuta piaciuta l’artefazione, infatti lui si dichiara contrario all’eccesso degli smokey eyes. Critica perfino i look, che definisce “allucinanti”, che si vedono in tv oggi.

La bellezza secondo Francesco Freda

Secondo il truccatore la bellezza invece esiste a 20 come a 50 anni: ha i suoi passaggi, ma valgono tutti. Racconta anche vari aneddoti sulle “attrici scatenate” con cui ha lavorato, dice addirittura

“Se le avessi assecondate, avrei potuto mandarle, più che davanti alla macchina da presa, su qualche marciapiede della zona”.

E invece, dal dopoguerra in poi, il cinema voleva donne più vere e meno dive. Freda si è sempre battuto affinchè con il trucco il viso restasse tale. Ne ”La città si difende’ nel 1951 con l’appoggio del regista, Pietro Germi  convinse Gina Lollobrigida a lasciar da parte rimmel e ciglia finte per puntare sulla sua bellezza naturale.

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Katherine Hepburn – Le Troiane

Nel 1971  dovette far capire a Katherine Hepburn che non avrebbe potuto essere Ecuba nelle “Troiane” con le labbra sensuali da signora americana. Secondo Francesco, come per Alberto, la regola di base è trovare la tonalità giusta, quindi è fondamentale conoscere la color harmony.

Ha lavorato con Michelangelo Antonioni, Francesco Rosi, Ettore Scola, Pietro Germi, Billy Wilder. Ha curato il trucco di attori importanti quali Sophia Loren, Marcello Mastroianni, Katherine Hepburn, Jack Nicholson, Ava Gardner e molti altri.

La sua incredibile carriera da Makeup artist

Freda, sin dall’inizio della sua carriera, è stato un uomo di grande ingegno, in uno dei suoi tanti aneddoti racconta che durante uno dei suoi primi set, quando ancora era un assistente, si trovava sull’Appia Antica e che, dovendo attaccare i baffi all’ attore, si rese conto di aver dimenticato il mastice, così pensò bene di utilizzare la resina di un pino, infatti con le macchine da presa dell’epoca non si sarebbe notato alcun difetto.

Franco spesso si occupò anche degli effetti speciali, come nel 1972 ne “L’assassino di Trotsky” in cui si occupò di realizzare un cadavere, fece un lavoro così impeccabile che quando il regista Joseph Losey, iniziò a gridare “beautibul, beautiful!”. Ha lavorato spesso con il regista Mario Bava per gli effetti speciali di molti suoi film come “i vampiri” nel 1957, nel 1960 “la maschera del demonio” e nel 1972 “Lisa e il diavolo” in cui ha “trafitto” l’occhio di Sylva Koscina con del vetro. Realizzò anche uno splendido invecchiamento su  Liza Minnelli.

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Silva Koscina – Lisa e il diavolo

Freda ha scritto anche due libri sul legame tra la professione del truccatore e la vita personale: “50 anni allo specchio senza mai guardarsi” nel 2006 e nel 2014 presenta a Pistoia “L’artigiano della bellezza”. Attualmente sta lavorando alla stesura del quarto libro “i miei primi 90 anni di cinema”

Il regista Gaetano Amalfitano, con cui Freda ha collaborato, ha realizzato un documentario “Nel trucco del cinema italiano” sulla carriera dell’artista.

Nonostante i suoi novanta anni, Freda continua a lavorare nel cinema, l’ultimo film a cui ha preso parte è stato “che strano chiamarsi Federico” di Ettore Scola, nel 2013.

Freda è stato legato da vari rapporti di amicizia e collaborazioni uniche e strette con  grandi registi e grandi attrici.

Il trucco di grandi artisti del cinema

Freda si occupò del trucco di tanti uomini come Frank Sinistra, che definì ”terribile”, poiché lo guardava con sospetto, Gian Maria Volontè, Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Jack Nicholson, con cui affrontò 700 km in jeep nel deserto per ”Professione reporter” nel 1975.

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Per quanto riguarda il makeup per gli uomini, Freda pensa che le donne comportino un’attenzione maggiore, però anche per gli uomini sono necessari molti accorgimenti. Secondo lui, un uomo doveva poter passeggiare per strada senza doversi sentire a disagio per il trucco troppo evidente. Racconta che Mastroianni indossava addirittura delle ciglia finte, eppure sembra non avere alcuna traccia di makeup.

Forse Marcello Mastroianni, fu l’attore con cui ebbe il rapporto più duraturo, si occupò del suo make- up anche in “Divorzio all’italiana”.

foto a corredo mio pezzo sul libro del truccatore Francesco Freda "L'Artigiano delle bellezza" Nella foto: Francesco Freda e Marcello Mastroianni

”Mastroianni aveva due grandi passioni – racconta Freda – i motori e gli amici. C’era sempre una pasta e fagioli in compagnia che lo tratteneva dall’andare a letto. Un giorno volle che lo accompagnassi a Parigi per andare a trovare un’amica. Guidò la sua Porche per ore ma poi, arrivato alle porte della città, gli spiaceva lasciarmi solo. E allora fece una telefonata, s’inventò una scusa e andammo a mangiare la zuppa di pesce insieme, per poi tornarcene a Roma”.

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Ma tra tante dive incontrate, Freda  si ricorda anche di una comparsa, in Ucraina, per ‘La tregua’ di Rosi nel 1997, che, mentre le rasavano i capelli, aveva un volto che diventava sempre più toccante. Quando le chiesero quale fosse la ragione della sua tristezza confessò che stava rivedendo la tragedia realmente vissuta da bambina durante la deportazione nei campi di concentramento.

Sophia Loren e il rapporto con la Diva

Un’amicizia e una collaborazione tra interpretazioni celebri come ”La ciociara” e ”Sabato domenica e lunedì” e grandi premiere, in cui Freda ha avuto il privilegio di mettere in risalto la bellezza di una delle dive più amate al mondo ma anche, per alcuni set, ebbe l’ardire di rendere vissuto e segnato dal tempo il suo volto.

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“Io non posso parlare della Loren come parlo delle altre – ammette Freda – perché abbiamo collaborato a strettissimo contatto per decenni, dall’alba a notte fonda e a volte da notte fonda all’alba. Lei è una grande professionista, molto attaccata al lavoro”.

La più grande soddisfazione? Quando mi fece una dedica, dicendo:

“Spero che la vita mi tratti con la delicatezza con cui l’hai fatto tu'”

Sophia Loren

Il primo film in cui la Loren e Freda collaborarono fu “una giornata particolare” diretto da Ettore Scola nel 1977. Freda racconta che la sera prima  del suo primo incontro con la Loren non chiuse occhio e si presentò a Marino, il luogo vicino Roma in cui doveva svolgersi il provino, alle 5:30 del mattino, ben 3 ore prima dell’orario stabilito.

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Quando incontrò Sophia rimase stupito dalla professionalità dell’attrice, infatti accettò ciecamente tutto ciò che lui fece, nonostante il passaggio per lei fosse molto violento: sopracciglia e tonalità completamente nuove, il trucco era quasi inesistente. Infatti il suo compito era di truccarla affinchè non si riconoscesse, da soffocare la sua prorompente bellezza e lasciarne solo una presenza latente dietro il viso stanco e rassegnato di una madre/moglie oggetto, con sei figli ed un marito che la usa a suo piacimento.

”Sophia sa quel che vuole e se non è d’accordo lo dice – racconta il truccatore – Non nascondo che un po’ di timore c’è sempre quando a una donna così bella cominci a tirare la pelle e a mettere le gomme per le rughe”.

In collaborazione con M. Cappai

Fotografia e make up, sono gli elementi cardine del percorso trasversale e dinamico che, sin da giovane, ha segnato l’animo di Antonio Ciaramella. Se le sue origini partenopee gli hanno conferito l’arte del parlare romantico, la sua determinazione l’ha portato ad inseguire costantemente la bellezza.

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