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Charles Dana Gibson e La Gibson Girl

La Nascita Della Gibson Girl

Nel 1890 l’illustratore americano Charles Dana Gibson (1867-1944) creò un nuovo archetipo della bellezza femminile: una donna vivace, giovane, femminile, con un seno abbondante, un vitino da vespa e una sinuosa forma corporea a S messa in risalto da un vestito lungo e rettilineo. Il fondoschiena alzato all’insù e ben pronunciato, i suoi abbondanti capelli raccolti in uno chignon nella parte frontale della sua bella testa, questo tipo di donna, la Gibson Girl, divenne l’ideale dell’epoca edoardiana.

Camille Clifford vinse un premio bandito da una rivista per aver personificato la versione reale, in carne ed ossa, della ragazza Gibson. Nel 1902 Clifford si sposò con un matrimonio fiabesco, entrando nella nobiltà britannica e dal 1906, ebbe un grande successo nella sua carriera teatrale. La sua recitazione e il suo canto, non erano tali da meritare un così grande apprezzamento, ma il pubblico affollava il teatro per vedere la Gibson girl mentre camminava in un abito di velluto nero audacemente aderente e la sua sensuale figura a clessidra che venne riprodotta in innumerevoli cartoline postali.

Il Look della Gibson Girl

 

La Gibson Girl ideale aveva il collo lungo e magro, messo in risalto da un colletto alto o un ampio girocollo gioiello che esaltavano la lunghezza del collo come fosse quello di un cigno. Questo contrastava con un enorme ciuffo di capelli, Pompadour style  realizzato con numerosi ciuffi di capelli falsi e coperto da un cappello ancora più enorme, decorato con fiori, piume, e forse un uccello completo. (tratto da Make up 100 anni allo specchio di A. Ciaramella Ed. Efesto)

 

I copricapi erano agganciati ai capelli con spilloni decorativi lunghi anche dodici pollici, brutalmente taglienti e potenzialmente pericolosi. Era proibito alle donne di indossare spilloni con estremità non protette nei trasporti pubblici.

Parte integrante del Gibson look, o Gibson style, era la biancheria intima: sregolata, con un nuovo tipo di corsetto, il più stretto possibile, sviluppato da una donna francese Mme Gaches- Sarraute nel 1900, che partendo basso sul busto, si estendeva ben al di sopra dei fianchi, restringendo il corpo nella voluta forma a S.
Camille Clifford, ne usava uno che misurava diciotto pollici nel punto più stretto.

 

Fotografia e make up, sono gli elementi cardine del percorso trasversale e dinamico che, sin da giovane, ha segnato l’animo di Antonio Ciaramella. Se le sue origini partenopee gli hanno conferito l’arte del parlare romantico, la sua determinazione l’ha portato ad inseguire costantemente la bellezza.

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