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Jack Dawn

Durante la sua carriera, lunga 37 anni, Jack Dawn partorisce più di 200 film, molti dei quali considerati dei classici degli anni 30-40.

Dawn è infatti uno dei pionieri dell'arte del make-up di Hollywood, creatore di numerose immagini iconiche.

Dawn lavorò con molti dei leggendari artisti di Hollywood tra cui Greta Garbo, Judy Garland, Clark Gable, Spencer Tracy, Katharine Hepburn, Lucille Ball, Ingrid Bergman, Elizabeth Taylor, Frank Sinatra, Ginger Rogers, Lana Turner e Fred Astaire.

Un Talento Innato

Jack Dawn nasce il 10 Febbraio 1892 a Covington (Kentucky).

All’età di 5 anni perde suo padre, vittima di omicidio. Segnato psicologicamente da questa tragedia, fin da bambino mantiene le finanze precarie della famiglia accettando qualsiasi lavoro.

Già da ragazzo, quando ancora viveva in una fattoria del Kentucky, Jack Dawn si dimostrò un grande scultore, intagliava infatti visi nelle rocce sulle rive di un'insenatura, usando uno scalpello, un martello e un cucchiaio.

Così sfruttando le sue doti, cominciò a lavorare come pittore a New York City, per poi entrare nell'industria cinematografica come un extra, in cui, per 3$ al giorno, interpretava un indiano.

Il Primo Approccio al Make-up

Negli studi Keystone cominciò ad aiutare gli altri attori con il loro make-up; qui in da subito Dawn emerge per la sua spiccata bravura nell’utilizzo di tutti i tipi di pigmenti.Nel 1907, si sposta a Hollywood, dove lavora per varie imprese cinematografiche, prevalentemente specializzate in ruoli da cowboy.

Tornato dal servizio militare nel 1919, lavorò come assistente trucco e attore part-time presso la Universal Pictures, dove la sua esperienza fu presto premiata.Una delle sue prime creazioni fu una maschera che indossò nel ruolo di una scimmia nel 1925; questa però era rigida e scomoda, quindi cominciò a sperimentare una varietà di materiali, per creare maschere più confortevoli.

Dopo di ché ricoprì il ruolo di capo del dipartimento makeup della Fox.Alcuni anni dopo, anche la società indipendente Twenty Century Pictures gli offrì la stessa posizione, ma Dawn preferì raggiungere Cecil Holland, uno dei più noti makeup artist di questi anni, alla Metro Goldwyn Meyer.

Il Successo

Nel 1935 Jack firmò un contratto con MGM, dove in soli quattro anni venne promosso per dirigere il reparto trucco degli studi.

Qui, dopo nove anni di ricerca, sviluppò una plastica sintetica chiamata resina Vinilite, perfetta per le sue maschere; per la sua creazione ricevette anche un brevetto.Usò la resina per la prima volta sul set del film The Good Earth nel 1937, per creare dei visi orientali per tutto il cast.

Jack lavorò alla MGM fino al suo ritiro nel 1951; in quegli anni diede vita a molti personaggi, tra i più famosi gli abitanti di Oz nel 1939: con la pasta di alluminio ideò il make-up per l'uomo di latta, poi realizzò anche la pelle verde per la strega e le impegnative protesi per il viso del Leone Codardo.Nel 1940, Dawn fonda il suo laboratorio indipendente dove perfeziona l’utilizzo di protesi che riproducono la mutilazione e lo smembramento; Queste furono utilizzate per la prima volta in Passaggio a Nord-Ovest (1940).In seguito alla Seconda Guerra Mondiale, Dawn si offrì di aiutare il San Diego Naval Hospital, dove applicò la vinilite sui reduci di guerra con gravi mutilazioni agli arti e al volto, nei periodi di attesa fra le varie operazioni di chirurgia plastica.Lavorò anche per le protesi del film Dr. Jeckyll and Mr. Hyde del 1941.

Purtroppo non ricevette riconoscimenti ufficiali per qualsiasi suo lavoro, infatti il make-up diventò una categoria agli Oscar solo molti anni dopo la sua morte.

Tuttavia, sia i suoi figli che un nipote seguirono le orme del loro antenato, che morì il 20 Giugno 1961 a Glendale (California).

Gli Invecchiamenti

Memorabile l’invecchiamento di San Jaffe per interpretare il Grande Saggio in di Frank Capra (1937).

L’invecchiamento diventò così uno dei punti di forza di Dawn, infatti lavorò anche su Luise Rainer per trasformarla in una donna di ottant’anni in Il Grande Valzer (1939).Tuttavia il suo più strabiliante lavoro fu in, dove Robert Donat interpretò l’insegnante ottantenne Mr. Chipping.

La Vinilite

La resina di Vinilite, è una plastica sintetica, più morbida e malleabile, che permise agli attori maggior libertà di movimento rispetto alle maschere rigide usate fino agli anni 30.

La tecnica di Dawn consisteva nel creare una copia del volto dell’uomo da sfigurare, dopo di ché le parti di troppo venivano rimosse, e un duplicato in resina veniva creato partendo dalla maschera.

A quel punto la resina era bagnata con alcool per farla aderire al volto dell’attore, in questo modo la protesi di vinilite veniva leggermente sciolta dall’alcool, e una volta posizionata e ritoccata con il trucco, si muoveva perfettamente in sintonia con i muscoli facciali dell’attore.

L’unico svantaggio di questa tecnica è il rapido deteriorarsi della resina, ma avendo a disposizione lo stampo iniziale rigido è possibile creare un’altra protesi in brevissimo tempo.

 

 

 

<p>Fotografia e make up, sono gli elementi cardine del percorso trasversale e dinamico che, sin da giovane, ha segnato l’animo di Antonio Ciaramella. Se le sue origini partenopee gli hanno conferito l’arte del parlare romantico, la sua determinazione l’ha portato ad inseguire costantemente la bellezza.</p>

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