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Jean Harlow – La Donna di Platino

Una star di prima grandezza, un’icona che difficilmente troverà rivali nel corso della storia del cinema, nonostante i suoi anni d’oro furono brevi. Soprannominata “la bionda di platino”, Jean Harlow nasce nel marzo del 1911 in realtà con il nome di battesimo di Harlean Carpenter (Jean Harlow era il nome della madre, da cui lei prese il nome a seguito del divorzio tra i genitori quando aveva appena 10 anni).

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La sua carriera cominciò molto presto, a soli 15 anni infatti Jean si trasferisce a Chicago per il suo debutto nel cinema muto, nonostante in questi ultimi non venisse chiaramente evidenziata la sua particolarissima voce nasale, la sua splendida pelle candida e le sue morbide forme ebbero modo di essere apprezzate e notate dai produttori.

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Hollywood star Jean Harlow (1911 – 1937) as Lil Legendre in ‘The Red-Headed Woman’, directed by Jack Conway. (Photo by Clarence Sinclair Bull).

Dopo il trasferimento della famiglia Harlow in California alla fine degli anni 20, Jean Harlow si unì alla schiera di ragazze pronte a tutto per sfondare nell’affascinante mondo del cinema e il suo talento brillò fra mille volti, specialmente agli occhi del produttore Howard Hughes, il quale fu talmente colpito dalla giovane ragazza che le affido il ruolo principale in uno dei primissimi film sonori “Hell’s Angels” (1930).

Nonostante la sua bravura e il portamento elegante, la moralità di quel periodo non permise a Jean Harlow di avere il riconoscimento sperato.

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O meglio, ci fu, ma il suo successo ebbe breve durata nonostante le promettenti aspettative. I ruoli che le vennero assegnati diventarono mano a mano sempre più degradanti, tanto da non solo non esaltarne le caratteristiche ma addirittura da ridicolizzarla all’interno delle sceneggiature. Tutto ciò portò ad un notevole calo di immagine per la Harlow, che si vide passare dallo splendore e lo sfarzo degli studios Hollywoodiani all’ambiente decisamente più essenziale del midwest e della costa atlantica, dove tenne delle esibizioni rovinose.

Per riacquistare il suo originale successo, dovette arrivare ad un incontro decisivo con il produttore della MGM Paul Bern, il quale parlò con il capo del famoso marchio di Hollywood e lo convinse che la Harlow aveva effettivamente tutte le carte in regola per essere una vera icona del cinema.

Cominciarono i suoi film di successo: “Platinum Blonde” (1931) la pellicola di F: Capra che ha fatto conoscere a tutto il mondo il colore dei capelli. Fu talmente importante come pellicola che da questo momento in poi il suo look sarà seguito dal celebre costumista Adrian come in “Red-headed woman” (1932) nel quale indossava una parrucca color rame, “Red dust” (1932), “Bombshell” (1933), “Dinner at eight” (1933), “China Seas” (1935) e “Libeledy Lady” (1936).

Durante questi anni, la disfunzione renale di cui soffriva Jean si aggravò velocemente e in breve tempo causò la scomparsa della donna passata alla storia come “la bionda di platino”. Difatti la Harlow sfortunatamente non riuscì nemmeno a concludere le riprese del film “Saratoga” in cui era impegnata, tanto da essere sostituita da una controfigura dopo la sua prematura morte.

Diventa testimonial di diverse campagne per Max Factor ed incarna in pieno il divismo algido a tratti austero degli anni 30. Dalle onde che le incorniciano il viso alle sopracciglia ridisegnate ad arco diventa idolo di moltissime donne che cominciano ad imitarla nel look, anche diverse dive hollywoodiane prenderanno ispirazione dalla sua immagine. Non meno importante il disegno delle labbra rimpolpate dal rouge e ridefinite nella zona dell’arco di cupido pur restando ancora piccoline.

L’iniziale dolce innocenza e spontaneità della bella Jean Harlow si tramutò rapidamente in un mix fra aggressività e spiccata sensualità, cosa che venne testimoniata anche dai ruoli che nel corso della sua carriera le vennero assegnati. Mentre Jean cambiava e maturava, i ruoli cambiavano con lei, rispecchiando il mutamento e il nuovo portamento della star.

La moralità e il puritanesimo diffusi molto a quei tempi portarono alla condanna della grande attrice, etichettata come l’incarnazione del sesso e della lussuria, cosa che può essere considerata come una delle maggiori cause del suo breve successo.


A questa immagine che la gente si creò di Jean, si contrapponeva invece la sua figura privata, costituita da una grande semplicità d’animo, a tratti ingenuità e un’incondizionata fiducia nel prossimo.

Questa è la vera Jean Harlow, questa è la Platinum Blonde.

In collaborazione con M. Cerocchi

 

<p>Fotografia e make up, sono gli elementi cardine del percorso trasversale e dinamico che, sin da giovane, ha segnato l’animo di Antonio Ciaramella. Se le sue origini partenopee gli hanno conferito l’arte del parlare romantico, la sua determinazione l’ha portato ad inseguire costantemente la bellezza.</p>

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