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Le metamorfosi del Dottor Mabuse

Contemporaneamente al kolossal horror di Murnau Nosferatu , sempre in Germania esce Il dottor Mabuse (Fritz Lang, 1922) film ambientato in epoca moderna ed incentrato sulla storia di un medico psicoanalista che sembra essere l’incarnazione del male; dedito al gioco d’azzardo ed alla produzione di false banconote, l’uomo ha il pieno controllo della realtà attraverso la manipolazione ipnotica degli individui.

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Fig 1

Un’opera non solo dalla forte carica espressionistica, ma a mio avviso molto interessante in quanto con la figura camaleontica di Mabuse ci viene mostrata l’arte del camuffamento. Il protagonista è forse ispirato al dottor Caligari, nel cui film già compariva l’attore Rudolf Klein-Rogge, attore che avrebbe poi interpretato il personaggio di Mabuse. Nella pellicola di Caligari, Klein-Rogge recitava la parte di un criminale arrestato in strada, ed è utile notare come anche nel film di cui è protagonista interpreti un uomo mentalmente instabile, divorato dalla ricchezza e dal potere conferitogli dalle sue capacità di manipolare la mente.

Sin dalla prima scena notiamo il protagonista impegnato in uno dei suoi tanti travestimenti, osserviamo infatti su un tavolo utilizzato come toletta una serie di parrucche e strumenti volti all’ausilio del trucco. Nella fig 1 il segretario del dottore lo aiuta a prepararsi guardando la foto di un personaggio che ha deciso di interpretare. Da questa scena deduciamo perciò che molteplici saranno i mutamenti del suo aspetto lungo tutta la pellicola.

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Fig .2 .3 .4

La sequenza di immagini esposte mostrano tutte le sue trasformazioni, le quali potrebbero sembrare banali ma non lo sono, poiché ci aiutano a capire come determinate linee di espressione sul viso se evidenziate portino ad assumere connotati diversi. È soprattutto grazie all’uso di barbe e posticci che l’attore però incarna volti distinti. Nella fig 2 egli è il dottor Mabuse a tutti gli effetti, e già qui il trucco di per sé è consistente a marcato nelle linee di espressione. La fig 3 rappresenta una versione maschile più senescente, data dal tipo di acconciatura, dal sopracciglio ispido e basso che simula uno sguardo stanco, dall’occhio socchiuso, dai baffi e dalla barba che nascondono le labbra. Nella foto 4 ritorna ad essere giovane, nelle vesti di ricco imprenditore con un’attenta cura dei dettagli, a partire dal baffo impeccabile.

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Fig. 5 .6

Nelle fig 5 e 6 i lineamenti di Mabuse appaiono evidenziati. Questo, come in tutti gli altri casi, è anche dovuto all’inquadratura, dove viene mostrato uno sguardo accattivante ed accigliato dato dalle giuste ombreggiature, un sopracciglio rialzato, occhi grandi quasi tondeggianti per la sfumatura del colore al centro della rima ciliare inferiore, ed un naso reso volutamente aquilino; osservandolo di profilo se ne può infatti notare la differenza.

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Fig. 7 .8

La fig 7 aggiunge una connotazione un po’ folle, dall’aspetto meno curato, estremizzando la forma del naso che appare più a punta e per il quale si è fatto ricorso ad effetti speciali. Infine, il suo ultimo travestimento, foto 8, nel dottore Sandor Weltmann, incorniciato da un colore cupo, appare ancora più malefico.

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Fig. 9

In ogni caso non manca mai la bordatura dell’occhio, che nel cinema espressionista è più marcata ed esagerata sui personaggi ambigui, mentre per gli altri è solo una tendenza a fare in modo che sulla pellicola gli occhi non passino in secondo piano e lo sguardo sia ben evidente, essendo comunque una parte comunicativa dell’intero viso. Per tal ragione, gli occhi del dottore appaiono maggiormente teatrali rispetto, ad esempio, alla sua vittima Edgar Hull foto 9.

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Fig. 10

Allo stesso modo, cambia il trucco sugli occhi per il segretario [ 10 ] del dottore. Questi viene descritto come un uomo dipendente dalla cocaina, e a causa di questo il suo sguardo è ancora più accentuato circondando tutta la zona oculare, a simulare l’aspetto di un teschio e per trasmettere un senso di morte.

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Fig. 11

La stessa tipologia di trucco si ripete in una donna che compare durante una seduta spiritica, termine che richiama subito qualcosa di sovrannaturale e non vivo [ 11 ]. Anche durante i momenti di delirio del conte Told, quando in preda alle allucinazioni tenta il suicidio, egli appare afflitto e con gli occhi cerchiati di nero.

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Fig. 12 .13

Due sono le principali figure femminili della vicenda: la ballerina Chérie Carozza, nonché aiutante di Mabuse, e la contessa Dusy Told, di cui invece il dottore è infatuato. La ballerina Carozza si presenta con un’acconciatura non propriamente schiacciata [fig 12- 13] come ci si aspetterebbe in quegli anni, forse per distinguerla come personaggio appartenente al male, o perché fa parte del mondo dello spettacolo; su di lei troviamo una base completamente chiara ed uniforme che appare piuttosto piatta data la mancanza di ombreggiature, un sopracciglio non troppo sottile né troppo discendente, gli occhi solo debordati sulla rima ciliare senza degradare, e le labbra dipinte sicuramente di rosso con la tipica forma del tempo. Segno distintivo, che troviamo in entrambe le donne protagoniste, è il neo disegnato.

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Fig. 14 .15

La contessa Told [14 e 15] invece si presenta con una pettinatura più schiacciata sulla testa, con morbide onde che le incorniciano il viso ed il resto dei capelli tirati dietro la nuca. Il trucco appare più consistente sugli occhi, in quanto la matita è stata sfumata su tutta la palpebra mobile. Una piccola annotazione per quanto riguarda la scena iniziale sulla trasformazione del dottor Mabuse: questa, viene poi ripresa durante il film dal procuratore Wenk che cerca di camuffarsi per poter lavorare sotto copertura.

In collaborazione con V. Trezza

Fotografia e make up, sono gli elementi cardine del percorso trasversale e dinamico che, sin da giovane, ha segnato l’animo di Antonio Ciaramella. Se le sue origini partenopee gli hanno conferito l’arte del parlare romantico, la sua determinazione l’ha portato ad inseguire costantemente la bellezza.

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