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Gli Effetti Speciali negli Anni 40

Per comprendere al meglio come fossero gli Effetti Speciali negli Anni 40, leggendo il libro della Ribolzi, ho scovato alcune tecniche di effetti speciali che voglio immediatamente condividere.

Il capitolo continua con un'intervista ad un truccatore di cinema della prima metà degli anni 40 che spiega come ottenere un effetto realistico di una ferita su un attore.

La Tecnica

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Il truccatore applica una sostanza gelatinosa simile alla glicerina con un odore dolce e pungente come lo smalto per le unghie, si tratta di collodio.

Il truccatore applica questo prodotto sulla palle con un pennellino tracciando una riga.

Il collodio si asciuga rapidamente al contatto con l’aria solidificandosi.

Si pratica su questo strato un taglio e lo si colora opportunamente; viste le proprietà di trattenere il colore del collodio non è sarà difficile.

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Con un contagocce in fine si versa una sostanza fluida simile al sangue ed il gioco è fatto.

Una ferita con i margini slabbrati e con del sangue che fuoriesce.

Con lo stesso metodo si ricreano bruciature, foruncoli e tumefazioni, ma in quest’ultimo caso si colora la pelle la si ricopre con della glicerina e in fine si applica il collodio sopra che si rapprende all’istante. A questo punto incidendo lo strato di collodio la glicerina fuoriesce sembrando pus.

Tratto dal libro “Storia Aneddotica del Cinema” di Jole Ribolzi 1945

<p>Fotografia e make up, sono gli elementi cardine del percorso trasversale e dinamico che, sin da giovane, ha segnato l’animo di Antonio Ciaramella. Se le sue origini partenopee gli hanno conferito l’arte del parlare romantico, la sua determinazione l’ha portato ad inseguire costantemente la bellezza.</p>

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