Home / Cipria la storia

Cipria la storia

Cipria storia di un cosmetico

La cipria è quel prodotto che viene utilizzato per fissare il trucco e opacizzare la texture del fondotinta a seconda del risultato che si vuole ottenere, almeno in epoca moderna. Ne esistono di diversi tipi: compatta, quella di riso, in polvere trasparente, in polvere colorata,  silica e in polvere luminosa. ma adesso scopriamo insieme  cipria la storia.

 

Cipria la storia: la leggenda sostiene che il termine “cipria” derivi da Cipro, luogo di nascita della Dea Afrodite, nella tradizione greca Dea dell’amore e della bellezza. Inoltre molti documenti testimoniano che la cipria ha origini orientali ad esempio i volti giapponesi, la loro caratteristica principale era il perfetto candore realizzata di base con polvere di riso ma al suo interno si potevano trovare tracce di escrementi di animali che rendevano tossica la sostanza.

A differenza del nostro periodo storico, nell’antichità, l’ideale di bellezza era collegato al candore della pelle, le donne, per differenziarsi dall’uomo che lavorava nei campi, preferivano avere la pelle chiara e grazie a questa polvere (composta principalmente da farina, gesso e biacca), riuscivano a soddisfare questa esigenza.

Cipria la storia: nel medioevo a causa della rigida austerità e pudicizia imposte dalla chiesa ci fu un periodo di parsimonia nell’utilizzo dei prodotti di bellezza, evitando in questo modo il peccato della vanità. Il trucco e la cosmesi in generale venivano visti come caratteristica riservata alle donne di malavita.

Cipria storia di un cosmetico indispensabile

Verso la fine del basso medioevo e con l’avvento dell’epoca rinascimentale vengono accolti nuovi ideali, allo stesso tempo la cura della persona venne vista con altri occhi; la cipria venne utilizzata per il volto, la barba, le parrucche dei nobili e degli aristocratici, quindi intesa come prodotto riservato agli ambienti di corte. Nel rinascimento la regola principale della bellezza era la perfezione dell’incarnato, infatti si utilizzava la biacca (pigmento tossico derivato dal piombo) e il talco; la cipria o farina di riso veniva utilizzata perlopiù nella zona capillare. Anche nell’epoca barocca si utilizzava la biacca o il cerone per ottenere un incarnato pallido.

Cipria la storia: nel 1800 si ritorna ad un look acqua e sapone, il makeup troppo appariscente veniva indossato solo da attori e prostitute. Nonostante queste premesse si prediligeva comunque un incarnato pallido, il riso in polvere veniva utilizzato su viso e decolleté e la cipria venne ribattezzata “poudre”, tutti avevano l’abitudine di incipriarsi senza distinzione di sesso od età.

“Pelle chiara come simbolo di nobiltà e purezza

Dal 1900 il makeup divenne un prodotto commerciale ed accessibile anche al popolo, nei primi anni del secolo a Londra nacquero i primi banchi di cosmetici. Indispensabile per la commercializzazione del prodotto fu il Rapporto Murrell, nel quale veniva specificata la gista composizione della polvere di riso La fama della cipria si deve soprattutto ai truccatori di Hollywood, grazie al quale cinema muto e al fenomeno del divismo si ebbe una conoscenza di massa dei prodotti di bellezza che rendevano merito alla mimica facciale.

Questa è una sintesi una dell’evoluzione della cipria, prodotto indispensabile per un buon risultato del make-up. Tutti i professionisti la utilizzano per completare e armonizzare il loro lavoro, ha proprietà assorbenti, fissanti e opacizzanti.


In collaborazione con G. Giovagnoli

Fotografia e make up, sono gli elementi cardine del percorso trasversale e dinamico che, sin da giovane, ha segnato l’animo di Antonio Ciaramella. Se le sue origini partenopee gli hanno conferito l’arte del parlare romantico, la sua determinazione l’ha portato ad inseguire costantemente la bellezza.