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Johannes Itten

Johannes Itten il colore del Bauhaus

Johannes Itten (Südernlinden, 11 novembre 1888 – Zurigo, 25 marzo 1967) era un pittore, designer e scrittore svizzero.

Itten è stato una delle figure più importanti del Bauhaus. Il Bahaus era una scuola di architettura, arte e design che operò in Germania dal 1919 al 1933, quando cessò la sua attività a causa dell’avvento del Nazismo.

Si ispirava al cosiddetto Movimento Moderno (secondo il quale ogni edificio deve essere il più funzionale possibile allo scopo per il quale è stato costruito), applicandone i principi non solo all’architettura ma anche al design.

Dopo il liceo, dal 1904 al 1908, studiò per diventare maestro elementare. Al termine degli studi, insegnò per alcuni anni. Nel 1913 si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti di Stoccarda, dove fu allievo del pittore astratto Adolf Hölzel.

Quest’ultimo condusse ricerche sulle relazioni tra colore e suono. Itten ne ereditò la passione per il colore e una propensione per metodi d’insegnamento poco convenzionali.

Il metodo di insegnamento di Itten è a dir poco originale. Paul Klee

Nel 1919 Walter Gropius (architetto, urbanista e designer tedesco) lo chiamò al Bahaus affidandogli il Workurs, il tirocinio preliminare di sei mesi che dovevano obbligatoriamente frequentare tutti gli allievi che aspiravano a seguire i corsi della scuola, al termine del quale i maestri decidevano se ammettere o meno lo studente.

Diffuse attraverso i propri corsi i principi del Mazdaznan, culto del fuoco che ebbe origine negli Stati Uniti e del quale era seguace. Il Mazdaznan prevedeva precise pratiche respiratorie e sessuali, un’alimentazione vegetariana con sporadici digiuni e la convinzione che la razza bianca fosse superiore.

C’è qualcosa di dinamico in Itten o lo si ama o lo si detesta, impossibile ignorarlo .Paul Citroen

L’obiettivo dei corsi di Itten era di fornire le basi tecniche e il pieno controllo delle caratteristiche dei colori e dei materiali. Le sue lezioni si basavano sullo studio delle forme (cerchio, quadrato e triangolo) e dei colori primari (rosso, blu e giallo).

Itten nelle sue lezioni si dedicava al linguaggio delle forme: le linee curve indicavano senso di movimento e velocità, le linee rette stabilità e regolarità, i triangoli rappresentavano i punti critici e di forza.

Riteneva importante la teoria dei contrasti tra forme, luci, colori e materiali: questi erano per Itten alla base di un’arte dinamica e del continuo divenire. Egli consigliava ai propri studenti di studiare ed ispirarsi alla natura, per la sua versatilità e capacità di creare nuove forme.

Itten considerava l’espressione e la “scoperta di sé” come le materie prime dell’attività artistica.

Il principale obiettivo delle lezioni era di liberare le energie creative e sbloccare i freni fisici e psicologici degli studenti che ne avrebbero limitato la libertà espressiva. Itten faceva loro eseguire esercizi fisici con braccia e gambe uniti ad altri per la concentrazione, la respirazione e il rilassamento al fine di creare un tutt’uno fluido e dinamico tra corpo e mente.

Durante il corso Itten non correggeva gli errori individuali degli studenti per paura di schiacciarne l’impulso creativo, piuttosto selezionava degli errori comuni per correggere la classe nel suo insieme.

Per Itten la capacità di vivere un oggetto era una facoltà spirituale. Proprio la spiritualità di Itten si scontrò con il razionalismo di Gropius. A causa delle divergenze continue, nel 1923 Itten decise di abbandonare il Bauhaus.

Dopo aver lasciato la scuola tedesca, Itten insegnò prima a Berlino, poi a Krefeld ed infine a Zurigo dove fu direttore della Scuola e del Museo di Arti Applicate e della Scuola di Tessitura. Sempre a Zurigo organizzò il Rietberg Museum.

 

Fotografia e make up, sono gli elementi cardine del percorso trasversale e dinamico che, sin da giovane, ha segnato l’animo di Antonio Ciaramella. Se le sue origini partenopee gli hanno conferito l’arte del parlare romantico, la sua determinazione l’ha portato ad inseguire costantemente la bellezza.