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Film: Nosferatu

Nosferatu, il vampiro, è un film ispirato al romanzo di Bram Stoker e considerato uno dei capisaldi del cinema horror, nonché una delle prime trasformazioni cinematografiche.

Il film Nosferatu, ambientato nel 1838, narra la storia di un giovane agente immobiliare che viene inviato dal suo principale in Transilvania per far firmare un atto di compravendita al Conte Orlok, personaggio dall'aspetto sinistro, che in seguito si rivelerà il leggendario Nosferatu, vampiro che si nutre del sangue delle proprie vittime.

Nosferatu: Il Conte Orlok

L’aspetto del Conte Orlock è inquietante e poco rassicurante. Nonostante ancora non si sia manifestato come vampiro, si comprende subito la natura del personaggio,misteriosa ed oscura. Questo si percepisce da alcuni elementi caratterizzanti, come l’abbigliamento e la postura, ma sopratutto il make-up.

Il trucco ancora una volta è posto in evidenza in tutta la zona oculare, che appare visibilmente scura, quasi ad imitare un teschio, simbolo che comunque richiama la morte.

Troviamo poi un viso lungo e scarno, un sopracciglio spesso, folto, con un punto di altezza molto elevato e la parte discendente aperta verso la tempia; il naso poi presenta un'evidente gobba sul dorso e risulta di una grandezza spropositata, tutti elementi che difficilmente passano in secondo piano.

Il film ha suscitato grande discussione su quale persona reale si celasse dietro il costume del Conte Orlok; si ipotizza all'attore Max Schreck, vista la sua vaga somiglianza con il personaggio. Innegabile comunque il ricorso all'arte del camuffamento e all'elaborato trucco scenico.

Le Deformità

Non ci sono testimonianze che provino l’utilizzo di una calotta o materiali tali da realizzare una testa senza capelli in questa pellicola; tuttavia sembra evidente che sia stata usata e resa irregolare inspessendo delle zone con la cera, materiale molto usato anche in teatro per caratterizzare i personaggi con nuove fattezze.

La testa è stata probabilmente resa deforme grazie alle inquadrature dal basso verso l’alto; forse l’attore si è addirittura rasato.

Prima di procedere con la base sul volto, avrà utilizzato lo stesso prodotto a base cerosa (impastato con lo spirit gum) per simulare l'enorme naso e la zona del labbro superiore, modellandolo, avrà resto reso uniforme e liscia a proto-protesi con le dita.

Allo stesso modo avrà proceduto per le orecchie, rese a punta proprio per simulare un essere malefico. Tale prodotto andava incollato con lo spirit gum prima del make-up per la maggiore aderenza su pelle asciutta e perché la successiva applicazione di trucco avrebbe aiutato la protesi a fondersi meglio.

Questo materiale malleabile veniva applicato in qualsiasi area si volesse modificare; col tempo venne però screditato dal cinema perché l’effetto non sembrava realistico; naturalmente ciò accadde con l’evoluzione della pellicola.

Inoltre c'è stata anche l’aggiunta di peli sulle sopracciglia e vicino le orecchie, denti appuntiti e unghie lunghissime.

Sul viso è stato applicato un cerone di una tonalità che in pellicola risultasse chiara ed estesa sulla testa e dopodiché incipriato.

In alcune scene i lati del viso sembrano ombreggiati, soprattutto sotto l’osso dello zigomo, il che simula sempre più l’effetto emaciato di un volto scheletrico.

Le Mani

La figura appare snella e slanciata come le sue mani le cui dita affusolate e lunghe sono estremizzate da unghia finte, utilizzate già nel teatro per l’invecchiamento e la creazione di personaggi orientali. Tali unghie andavano modellate per adattarle alla forma della mano e venivano fissate con del mastice.

Knock

Personaggio molto vicino al conte è Knock, titolare del giovane Hutter, che si rivela poi essere vittima della volontà di Orlock.

L’attore che lo interpreta, Alexander Granach, all'epoca doveva avere solo 29 anni, questo ci fa capire quanto sia stata notevole la trasformazione.

Anche lui appare calvo, con un girello di capelli crespi aggiunti sulle sopracciglia, esageratamente folte, chiudendogli lo sguardo in un'espressione aggrottata; gli occhi vengono naturalmente debordati di nero.

In alcune scene in cui mostra un sorriso un po’ da folle, i denti appaiono alquanto strani, probabilmente si tratta di denti finiti, o comunque colorati.

In questo caso l’attore ha utilizzato quindi una calotta che coprisse parzialmente le sopracciglia naturali e che si appoggiasse sulla glabella. L’attaccatura della calotta viene camuffata ai lati con il crespo per i capelli e sulle sopracciglia disegnando il nuovo arco per poi incollarli sopra il crespo, e disegnandovi sopra le linee della fronte, chiaramente finte.

Hutter

Per quanto riguarda il giovane protagonista Hutter, dovendo interpretare un uomo comune dalla vita serena, il suo trucco è molto naturale. Ideato giusto per uniformare l’incarnato e per andare incontro alle esigenze della pellicola.

Solo in una scena, quando si risveglia dopo la notte al castello, notando due fori sul suo collo, viene messa in primo piano la bocca che appare di un grigio più scuro e lucida rispetto all'incarnato, pertanto forse è stata colorata ed è stata utilizzata della glicerina per dare luminosità.

Ellen

Come in ogni grande film, c’è sempre una figura femminile punto cardine della storia. È Ellen, moglie di Hutter, desiderata dal vampiro, che alla fine si sacrifica per mettere fine alle atroci morti.

Volendo paragonare la protagonista di Nosferatu con la Jane del Dr. Caligari, subito si evince come quest’ultima porti un trucco più estremo, caratterizzante e quasi teatrale;

Ellen invece, incarna il ruolo della moglie fedele, innamorata del proprio coniuge a punto di sacrificare la propria vita. Anche lei indossa senza dubbio un trucco eccessivo, ma non la caratterizza; per cui il sopracciglio segue l’osso orbicolare, il colore sugli occhi non è estremizzato e le labbra ridipinte per dargli forma.

In entrambe le figure hanno volti piatti, in perfetta linea con l’ideale di bellezza dell’epoca; inoltre le tecniche di make up prive di correzioni volumetriche.

L’acconciatura a differenza del trucco, rispecchia il periodo tra il 1838 e il 1840, costituita da una riga al centro o laterale con dei riccioli lasciati scendere lungo il viso.

Barbe e Posticci

In Nosferatu c’è una notevole applicazione di barbe e posticci, adoperati come nel teatro, seguendo uno stereotipo, e ritenuti di grande effetto.

Ad esempio possiamo notare la figura del professore, che indossa una folta barba atta ad incorniciare i lati del viso fino a comprendere tutta la mascella, tipica di un uomo intellettuale, mentre troviamo anche una guardia tedesca con il tipico baffo, un po’ estremizzato.

<p>Fotografia e make up, sono gli elementi cardine del percorso trasversale e dinamico che, sin da giovane, ha segnato l’animo di Antonio Ciaramella. Se le sue origini partenopee gli hanno conferito l’arte del parlare romantico, la sua determinazione l’ha portato ad inseguire costantemente la bellezza.</p>

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