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Trucco Occhi Anni 30

I segreti per un trucco perfetto Occhi Anni 30

L’arte di truccare gli occhi riguardava solamente il miglioramento dei difetti di questi, come le orbite troppo grandi e rotonde, palpebre rugose, palpebre troppo pallide, ciglia mancanti o troppo corte, sopracciglia ineguali oppure troppo folte o troppo corte.

A volte si ricorreva alla forma a mandorla, per allungare l’occhio, disegnando con una matita due tratti, rispettivamente sulla palpebra superiore e sulla palpebra inferiore, che si andavano ad unire nell’angolo esterno dell’occhio, verso le tempie; al contrario, se la palpebra era allungata, si faceva un doppio tratto all’angolo esterno dell’occhio, mentre nell’angolo interno si faceva una piccola “V” con un pastello rosso.

 

Infine si ombreggiava leggermente la palpebra superiore fino alle sopracciglia. Per far apparire gli occhi grandi il trucco doveva essere più accentuato verso l’angolo esterno ombreggiato leggermente sulle palpebre.

Per chi avesse avuto gli occhi cerchiati, ovvero quegli occhi che presentassero un colore bluastro sulle palpebre inferiori, la soluzione era l’applicazione di una compressa sulle palpebre stesse, tutte le sere, imbevuta di:

Acqua di Lauro Ceraso 75g
Perborato di Soda 5g
Tintura di Opoponax 1g

Opoponax 1,5%
Soda 6%
Lauro Ceraso 92,5%

La realtà del makeup in America e ben diversa da quella del vecchio continente, gli Studios con i suoi professionisti hanno creato non solo nuovi prodotti ma anche un nuovo linguaggio per il trucco che si adattasse alla perfezione al nuovo stile di fare cinema.

 

Oltre ai primordi delle prime tecniche correttive del trucco, si perfeziona la “Colour Armony” di Max Factor la tecnica che consiste nel migliorare l’allure di una donna attraverso gli accordi cromatici; ebbene negli anni trenta la palette colori diventa personalizzata per qualsiasi tipologia di incarnato e colore dei capelli: per la castana, ramata, mora, bionda, biondo cenere, platino, e biondo calda.

Ciglia e sopracciglia

Ciglia e sopracciglia per il makeup occhi anni 30 contribuiscono enormemente alla bellezza dell’occhio; esse dovevano essere di un colore leggermente più scuro rispetto a quello dei capelli e per farlo le donne si servivano del Kohl Indiano, scegliendo tra i colori castano, bruno e nero.

 

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In assenza di ciglia la cosa più semplice era quella di ombreggiare il bordo delle palpebre, ma esistevano anche le ciglia da applicare che però si rivelarono di cattivo gusto. Così se ciglia e sopracciglia fossero state troppo corte o troppo rade si ricorreva alla stimolazione della loro crescita applicando tutte le sere oli e intrugli vari che avevano le proprietà di far crescere i peli folti e rigogliosi come l’olio di ricino, in Italia esisteva la “crema Mirella”. Al contrario, in caso di sopracciglia folte, si ricorreva alle “Acque Tricofaghe” che facevano cadere il pelo.

Fotografia e make up, sono gli elementi cardine del percorso trasversale e dinamico che, sin da giovane, ha segnato l’animo di Antonio Ciaramella. Se le sue origini partenopee gli hanno conferito l’arte del parlare romantico, la sua determinazione l’ha portato ad inseguire costantemente la bellezza.

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