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Film: Ridi Pagliaccio!

Ridi Pagliaccio!, ambientato in tempi moderni, racconta una storia d’amore dall'amaro finale.

Un perfetto esempio di trucco da pagliaccio Cinema Muto, rispetto alla caratterizzazione de L’uomo che ride, film muto del 1928  di Paul Leni.

Il Clown

Il clown interpretato da Lon Chaney di Chaney presenta un sorriso meno ampio ed esagerato, un naso colorato alla base delle narici e non sull'intera punta.

Le sopracciglia meno spigolose e decorazioni artistiche che ne circondano il viso.

L’attore attraverso linee geometriche e non, ha reinventato uno stereotipo di maschera da un intenso valore espressivo e gradevole alla vista.

Il tutto è reso ancora più particolare da elaborati costumi scenici, i colori usati erano principalmente due: bianco e rosso.

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Simonette

Nel film ritroviamo nel ruolo della protagonista Simonette una giovanissima e bellissima Loretta Young.

L’acconciatura racchiude tutto il significato di quegli anni: una testa piattissima, come se i capelli fossero un casco applicato sopra, in unico movimento di onde.

Alcuni piccolissimi ricci lasciati ai lati del viso come a voler dare carattere ad una cornice, seguono la tendenza del “tira bacio”.

Il trucco è comunque un riflesso dell’epaca lo si nota da un sopracciglio discendente, un occhio sfumato ed un labbro sensuale.

Lo sguardo viene sottolineato maggiormente ed accompagna la forma del sopracciglio a partire da un angolo interno ombreggiato la cui sfumatura sale verso l’alto per poi discendere sino all’angolo esterno, quasi a toccare l’estremità finale del sopracciglio.

La protagonista indossa una acconciatura più estrema solo quando è a lavoro sul palcoscenico; ma per le scene che la rappresentano quotidianamente ella si mostra con un capello più voluminoso, lungo fino alle spalle ma comunque caratterizzato da movimenti ondulatori.

Probabilmente il capello veniva raccolto e nascosto bene sulla nuca anche se alcune inquadrature lo rivelano.

<p>Fotografia e make up, sono gli elementi cardine del percorso trasversale e dinamico che, sin da giovane, ha segnato l’animo di Antonio Ciaramella. Se le sue origini partenopee gli hanno conferito l’arte del parlare romantico, la sua determinazione l’ha portato ad inseguire costantemente la bellezza.</p>

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