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Trucco anni 30: Il Viso

La maggior parte delle donne che si truccavano rendevano il maquillage ridicolo perché troppo eccessivo e accentuato.

Make-Up per Ogni Donna

La donna che sapeva truccarsi doveva saper dosare il cosmetico, anche a seconda dall’età:

Il trucco, nella donna di mezza età, dal volto espressivo e piuttosto magro, la metteva in rilievo e ne accresceva il fascino.

Per le persone molto giovani o mature, il ritocco richiedeva una mano esperta per applicare il giusto cosmetico dello stesso colore dell’incarnato.

Le persone dal viso pallido, diafano, dovevano applicare un colore rosa non troppo vivace perché il rosso, più forte, avrebbe dato un risultato più finto.

Per applicare bene il rosa in armonia con il tipo di carnagione, era consigliabile applicarlo sullo zigomo e miscelarlo a una crema non densa che attenuasse il colore e che la sfumasse sul viso, in modo da omogeneizzare il tutto.

La cipria completava il ritocco.

“Il maquillage di sera poteva essere più accentuato rispetto a quello giornaliero:
i rossetti di sera davano un magico rilievo al viso e le signore che andavano in teatro o a ballare potevano sfoggiare varie tinte di cipria.“

La donna bruna applicava una crema dorata con una cipria ocra, moresca, demi-pêche;

La bionda applicava, invece, il rosa sulle guance con polveri di tinta naturale o lievemente ambrata.

Il belletto

Per darsi il belletto in modo, aver lavato e asciugato il viso si applicava un po’ di Crema, facendo un leggero massaggio.

Dopo aver tolto l’eccesso con una salvietta, si procedeva all’’applicazione della Cipria;

Poi dare un tocco di rosso sugli zigomi, sfumando poi sulle guance e uniformare il tutto con una zampa di lepre.

Anche per la scelta del belletto occorreva tener conto della propria carnagione, non applicando creme e polveri troppo chiare su una base scura o viceversa.

Quando si doveva ritoccare il viso, appena lavato con cura, veniva spalmato, su tutta la faccia e sul collo, una crema che fungeva da base, non troppo bianca, leggermente avorio per le pelli normali e ambrata per le brune.

La crema veniva applicata con un batuffolo di ovatta.

Preparato lo sfondo si dava rilievo con il rossetto sulle guance stando attenti ad applicarlo nella stessa misura e sullo stesso punto di ambedue, dando una sfumata sul mento e sul lobo delle orecchie.

Il rosa applicato un po’ più in alto degli zigomi, faceva apparire l’occhio più vivo e dava un aspetto più giovanile; se le donne erano magre il rosa dava un senso di rotondità.

In caso di belletti grassi, si potevano rimuovere con della vasellina pura, stendendola sul viso e frizionando a lungo.

Poi, si asciugava il viso e si bagnava con acqua calda; si ripeteva l’operazione per due volte.

Dopodiché si passava al sapone e dopo essersi insaponati, si risciacquava con acqua abbondante.

In caso di belletti secchi, bastava sciacquarsi con acqua calda e sapone.

La Cipria

La scelta della cipria era importantissima, in quanto si pensava che l’uso di una cipria scadente potesse rovinare la pelle, far perdere ai tessuti la loro elasticità, causando le rughe precoci.

Per questo l’unica cipria valida era la cipria Gelsominia, composta da amido di Saraceno e altri purissimi ingredienti e dalle proprietà rinfrescanti e addolcenti per la pelle.

Si poteva trovare nelle tonalità del bianco, naturale, rosa, rachel, moresco e ocre.

Vi erano poi altri tipi di cipria:

  • la cipria compressa era preparata con prodotti vegetali;
  • la cipria Orientale era trasparente e di massima aderenza. Si usava al posto del fondotinta. Si trovava nella tonalità del bianco, rosa, rachel, naturale, ocre e moresco.
  • la cipria contro le efelidi era adatta per le persone bionde, chiare, perché esponendosi al sole avevano bisogno di una protezione e quindi che prevenisse l’iper pigmentazione, le efelidi, ecc. In questo caso si usava una cipria più coprente in Italia ve ne era presente una a tale scopo il cui nome era Antiefel.

Guance più Rosee

Per delle guance più rosee, al posto del rossetto, si usava il Succo di Rose Rosse, che stimolava la colorazione cutanea.

Era un prodotto naturale per contrastare il colore pallido della pelle, le guance atone.

Stesso prodotto si usava anche per attenuare i tratti di un naso grande, applicandolo sugli zigomi e andando poi a sfumare fin sotto le narici del naso.

Per armonizzare il tutto bastava applicare, poi, un velo di cipria per avere un trucco viso anni 30 perfetto.

Fotografia e make up, sono gli elementi cardine del percorso trasversale e dinamico che, sin da giovane, ha segnato l’animo di Antonio Ciaramella. Se le sue origini partenopee gli hanno conferito l’arte del parlare romantico, la sua determinazione l’ha portato ad inseguire costantemente la bellezza.

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