Home / Dive  / Anna Magnani La Diva fragile

Anna Magnani La Diva fragile

Nannarella, questo era il nome d’arte di Anna Magnani, attrice passionale del cinema made in Italy del dopoguerra, simbolo della donna italiana e della sua crescita; di lei gli italiani da più di cinquantanni mantengono vivo ancora il suo ricordo.

 

copertina

 

Anna Magnani nasce il 7 marzo del 1908, figlia di ragazza madre così come altri noti artisti: Charlie Chaplin, Totò, Marilyn Monroe; della madre Marina mantiene il cognome Magnani, lo stesso cognome che poi diede a suo figlio Luca. La madre si trasferì ad Alessandria d’Egitto, dove Anna all’età di 15 anni la raggiunse per un anno, ma ben presto si accorse quella città non faceva per lei.

 

magnani

 

Tornò in Italia e di lei si prese cura la nonna materna in un casa affollata da cinque zie e lo zio Romano, il quale gli fece da padre. Del padre naturale non sa nulla, fece qualche ricerca e venne a sapere soltanto che aveva origini calabresi e che faceva di cognome: Del Duce, sospese le ricerche immediatamente, la quale dirà poi con la sua ironia:

“mica volevo passà pe’ la figlia Del Duce”

 

L'attrice Anna Magnani, legge il telegramma che annuncia la vittoria dell'Oscar come migliore attrice per il film " La rosa tatuata", film diretto da Daniel Mann con Burt Lancaster. Il soggetto è stato tratto dall'omonimo romanzo di Tenesse Williams. (kld)

L’attrice Anna Magnani, legge il telegramma che annuncia la vittoria dell’Oscar come migliore attrice per il film ” La rosa tatuata”, film diretto da Daniel Mann con Burt Lancaster. Il soggetto è stato tratto dall’omonimo romanzo di Tenesse Williams. (kld)

 

La fantastica carriera di Anna Magnani

La sua passione per il pianoforte la spinge ad iscriversi al conservatorio dell’Accademia di Santa Cecilia, ma poi si accorse che quel mondo accademico fatto di solfeggi, non era adatto a lei. Nel 1927 abbandona gli studi e si iscrive nella scuola di recitazione di Eleonora Duse; e decise di fare l’attrice. Al saggio del secondo anno si accorse di lei Dario Niccodemi, il quale gli chiese di entrare nella sua compagnia, Anna accettò anche se sapeva che questo voleva dire dover lasciare la scuola, Roma, ma soprattutto la sua nonna. Sei mesi dopo la sua partenza la nonna morì, questa perdita formò il carattere di Anna rendendola schietta, leale, ma soprattutto passionale con una sensibilità quasi morbosa.

 

o-ANNA-MAGNANI-facebook

 

Fece un periodo, anche lei, di gavetta ma pian piano i suoi ruoli si fecero più consistenti. Nel frattempo spopola l’avanspettacolo, un genere made in Italy, una rivista in 50 minuti che veniva mandato in scena prima della proiezione del film nei teatri-cinema, dove Anna parteciperà nel 1934 come attrice e cantante insieme ai fratelli De Rege con “Vieni avanti cretino”. Sempre nello stesso anno si avvicina al cinema e ottenne la sua prima parte importante con “La cieca di Sorrento”, segue poi un film d’esordio “Tempo massimo”di Mario Mattioli con Vittorio De Sica, dove la Magnani interpretava il ruolo di una serva illusa di essere amata dal suo padrone.

 

la cieca di sorrento 38

 

Anna Magnani e le sue gloriose collaborazioni

Nel 1941 Vittorio De Sica gli offre un ruolo non secondario, nel film “Teresa venerdì” mentre due anni dopo recitò proprio come protagonista a fianco di Aldo Fabrizi in “Campo dè Fiori”; in questo periodo grazie a Michele Galdieri, Anna incontra Totò, i quali insieme diedero vita a uno dei più grandi sodalizi del teatro italiano.

 

50aed6a1cebebef2c9af66fceba9b42c

 

Roma dopo la liberazione dall’occupazione tedesca, era stata messa in ginocchio, e il regista Roberto Rosselli insieme allo scrittore Sergio Amidei sentirono il bisogno di documentare questo clima, e lo fecero attraverso il film “Roma Città Aperta”, il quale fece vincere il Nastro d’Argento nel ’45 ad Anna Magnani, e nel ’46 al festival di Cannes vinse la Palma d’oro.

 

sddefault

 

Nel ’51 un altro noto regista, Luchino Visconti, offrì ad Anna il ruolo di protagonista nel film “Bellissima”, con il quale vince il secondo Nastro d’Argento.

L’Oscar che consacra il talento di Anna Magnani

Nel 1954 Anna dovette partire per Hollywood, dove l’aspettava Tennessee Williams con un film scritto apposta per lei “La rosa tatuata”, il quale fu un gran successo e portò Anna Magnani il 21 marzo del ’56 alla notte degli Oscar, dove vinse il Premio come miglior attrice protagonista.

 

Anna-Magnani-Olycom-006-1150x748

 

Anna è ormai un’attrice troppo grande ed affermata per il cinema italiano, il quale sta diventando provinciale, sente dunque il bisogno di tornare in teatro, e l’opportunità gliela offre Franco Zeffirelli con “La lupa” di Giovanni Verga, e poi Giancarlo Menotti con “Medea” di Jean Anouilh, due spettacoli che ebbero un gran successo in tutta Europa.

Chiude la sua carriera cinematografica nel 1972, è il suo celebre cameo, in “Roma” di Federico Fellini dove in una notte tra i vicoli di Roma risponde al regista con una risata mentre chiude il portone davanti alla macchina da presa.

Dopo venti giorni di agonia per un tumore al pancreas, il 26 settembre del 1976 all’età di 65 anni muore.

Anna Magnani e il Makeup

Non si sa molto sul makeup di Anna Magnani, dalle foto si può notare che comunque il trucco che indossava rispecchiava l’epoca che viveva in quel momento e la circostanza in cui si trovava, si può notare un trucco teatrale degli anni ’20 fino ad arrivare ad un trucco cinematografico degli anni ’40, ’50.

 

 

Dagli anni ’50 a seguire, il suo truccatore fu Alberto De Rossi, il quale era uno dei primi truccatori italiani apprezzati nel cinema internazionale e nonché il truccatore italiano di Audrey Hepburn e Liz Taylor.

Possiamo ricordare una affermazione storica che fece al suo truccatore:

 

“Lasciami tutte le rughe, non me né togliere nemmeno una. C’ho messo una vita a farmele!”

Anna Magnani

in collaborazione con D.Congedo

 

Fotografia e make up, sono gli elementi cardine del percorso trasversale e dinamico che, sin da giovane, ha segnato l’animo di Antonio Ciaramella. Se le sue origini partenopee gli hanno conferito l’arte del parlare romantico, la sua determinazione l’ha portato ad inseguire costantemente la bellezza.

NO COMMENTS

Sorry, the comment form is closed at this time.