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Mina

Mina, pseudonimo di Mina Anna Maria Mazzini, è una cantante, conduttrice televisiva, attrice e discografica italiana.

La Novità

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, stampa, radio, cinema e tv vissero lunghi anni di censura e la canzone italiana si allontanò dalle classiche melodie lente.

Esplose così la popolarità di Mina e la sua immagine riempì le dei settimanali, dal momento che la sua presenza attirava più delle grandi dive locali come Sophia Loren.

Mina venne presentata come il prototipo della ragazza yé yé, una bellezza imperfetta ma un fascino travolgente e una sensualità tutta italiana.

La definiscono Mina la matta, la tigre di Cremona, la Pantera dell’urlo, la Vendicatrice del rock and roll, la ragazza guadagna solo dopo quattro mesi di carriera cento cinquanta mila lire al minuto.

Mina non è esattamente una bellezza classica: è troppo alta, le gambe sono imperfette, i fianchi sono stretti, il naso è impossibile, la zazzera metterebbe in crisi anche il più paziente dei parrucchieri e le mani sono grandi e irregolari.

La cantante veste in modo goffo, indossando abitini che sembrano ereditati da una sorellina più piccola, eppure appena è in scena acquista una carica di fascino che donne mille volte più belle di lei non riusciranno mai ad avere.

E’ come se emanasse un fluido magnetico riesce ad avere una sua armonia, uno stile che non offende il buon gusto anche quando interpreta quelle canzoni sgraziate, fatte di urli e di insulti al bel parlare e al buon cantare che le hanno aperto le porte della celebrità.

10 Ottobre 1959 – la rivista Visto pubblica una sua intervista inedita per raccontarsi, raccontare l’inizio della sua carriera;

“ Non ero entusiasta di diventare una ragioniera, accettavo i consigli di mio padre ma dentro di me mi auguravo che succedesse qualcosa di eccezionale.

Il fatto nuovo accadde un giorno quando in assenza di un professore, salì sopra la cattedra e cantai. Così ebbe inizio la mia carriera

Gli Esordi

Anna Maria Mazzini è nata a Busto Arsizio il 25 Marzo del 40’, ma è cresciuta a Cremona, città d’origine della famiglia.

Mina decise di ritirarsi al quarto anno di ragioneria con la media del quattro, ma non si demoralizzò anzi scoprì di avere una irrefrenabile voglia di cantare, passava pomeriggi ad ascoltare musica soprattutto dischi jazz.

Non parlava altro che di jazz, di cantanti americani, imparò tutti i loro nomi e sapeva tutto di tutti.

Il suo primo debutto fu appunto durante un ora di buca, salì sulla cattedra e cominciò a cantare lasciando tutti stupefatti.

Fu questo che diede l’input a Mina di affermarsi come cantante.

Nell’estate del 1958 conobbe il complesso Happy Boys, un gruppo di ragazzini che la invitarono ad esibirsi con loro durante una festa di provincia; ma non sapeva che quella sera avrebbe segnato il suo ingresso ufficiale nel mondo della musica.

Mina si presentò con un paio di pantaloni attillati e una camicetta verde chiara, i capelli a zazzera e tanta tremarella, ma alla fine della sua esibizione fu travolta da mille applausi.

La loro collaborazione durò fin quando al gruppo non fu offerto un contratto all’estero, ma Mina essendo minorenne, non poté accettare.

Mina successivamente fece un provino a Milano, con cui iniziò la sua vera carriera discografica.

Sanremo 1961

“ Io nel mondo della canzone mi considero di passaggio e ignoro che possa accadere di me domani” .

Alta e sottile, con i capelli sollevati di dieci centimetri sul cuoio capelluto, dalle mani lunghe e magre con unghie morsicate, a 20 anni Mina è una ragazza piena di temperamento, che, dopo il suo  successo a Canzonissima, punta a vincere il festival di Sanremo.

Mina ci va da primadonna, tutti le sorridono, danno la sua vittoria per scontata, ma lei è stanca e stressata da due anni senza soste.

Mina canta le mille bolle blu con un vestito di chiffon bianco a pois blu facendo uno sberleffo con le mani sulla bocca.

Per il pubblico conservatore è un po’ troppo, per i giornalisti quella fu l’occasione per attaccarla e buttarla giù dal piedistallo preferendo Milva.

Mina ha la sua prima crisi e i suoi rapporti con la stampa si raffreddano, così parte per il Giappone in tournèe.

Nell’ ottobre del 61’ ritorna in Italia in tv assieme alle Gemelle Kessler e don Lurio nello show del sabato sera Studio Uno; qui Mina, oltre a cantare, recita e balla dimostrando una professionalità poliedrica.

La Tigre Di Cremona

Ma il grande scandalo è alle porte e riguarda il suo privato.

La sua relazione, già molto chiacchierata, con un uomo sposato Corrado Pani porta la nascita del figlio Massimiliano; questa maternità le causa una grottesca quarantena dalla televisione, mentre la stampa la accusa come peccatrice pubblica.

Fortunatamente la maggior parte del suo pubblico dimostra comunque di amarla rendendo il suo rientro alla Bussola un enorme successo.

La Trasformazione

L’inizio del 1964 la vede rientrare in televisione, dove lancia Città Vuota e E’ l’uomo per me.

Appare fisicamente trasformata, ma il suo camaleontismo fisico è già una delle sue caratteristiche più apprezzate e criticate.

Una volta conquistati i teleschermi e i rotocalchi, le sorprese continuavano con rapidissimi e improvvisi cambiamenti del suo aspetto fisico.

Si faticava a seguire il ritmo delle tinte dei capelli, delle cotonature, degli accessorie del trucco.

Ogni volta Mina è un’altra, come una bambina che gioca a travestirsi, e le ragazze italiane sempre alla ricerca di un modello di comportamento, la imitano persino nei dettagli meno appariscenti.

E’ un’ epoca di clonazioni, le strade pullulano di Mine, di Brigitte Bardot, di Sophia Loren, di Audrey Hepburn ecc.

I suoi travestimenti vanno dalla cantante alla signora, dalla vamp alla studentessa e continuano negli anni fino al suo ritiro.

Alla fine apparì sempre fedele agli abiti scuri e ai capelli biondi, raccolti sulla nuca.

La Sopacciglia

Nel 1968 Mina apparì in televisione senza sopracciglia.

Una scelta osèe, che però verrà imitata da molte.

Nella decisione di Mina di radersi totalmente le sopracciglia senza ridisegnarle, vi è non solo un gesto teatrale e provocatorio, ma l’obbiettivo di mettere in risalto la struttura dei suoi occhi languidi e dell’arcata sopraccigliare discendente.

Anziché usare la cosmesi per correggere questa particolarità, Mina sceglie così di evidenziare un proprio difetto, rendendolo un segno unico.

L’Ideatore del Nuovo Look

Fu Enrico Farina ad avere l’idea di eliminarle le sopracciglia ai tempi di Studio Uno, infatti Mina portava le sopracciglia piuttosto assottigliate e le infoltiva col trucco.

Farina la truccava già da parecchi anni, ma nel ‘65 per la nuova edizione di Studio Uno volle studiarle un nuovo look.

Per l’occasione i capelli si accorciarono formando un’acconciatura biondo scuro, morbida con basettoni e ciuffo sulla fronte.

Il trucco degli occhi divenne senza sopracciglia esasperato, allungato.

A testimonianza di questa innovazione, sul muro dell’ufficio del Reparto trucco della Rai di Napoli, dove Farina si trasferì più tardi, c’è un collage di fotografie della cantante prima e dopo il nuovo maquillage con le sopracciglia assenti, sul quale Mina ha scritto la seguente dedica.

“A Enrico, la tua Mina con e senza sopracciglia”

Le Reazioni della Critica

Fu un putiferio: Johnny Dorelli nella sua trasmissione televisiva, le chiese se le avesse perse in un incendio;

Lei rispondeva sarcasticamente:

Sono come una capra senza corna.

Questa scelta divenne un marchio, segno inconfondibile che suscitò stupori e critiche, trasformandosi poi in un modello da imitare.

La seguirono diversi personaggi tra cui Rita Pavone, Patty Pravo, David Bowie; si ricordano anche alcune campagne stampa di Elizabeth Arden e Fendi.

Le Copertine

Le sue copertine discografiche risultano sempre originali.

Mina partecipa sempre in prima persona, nonostante le discussioni, rifacimenti e sofferenze, il risultato è sempre superlativo.

I primi giri di Mina/Baby Gate escono, secondo il costume dell’epoca con una busta di carta con il foro centrale per permettere la lettura dell’etichetta.

Ma intanto i 33 giri si stanno diffondendo e mostrano sulla grande copertina un’immagine dell’artista.

Inoltre la televisione, che comincia sempre a dare risalto alla figura dei cantanti, convince i discografici a utilizzare buste con l’immagine anche per i singoli

La Italdisc propone la prima busta 45 con la foto di Mina nella versione Urlatori alla Sbarra: maglione ricamato bianco e rosso, rigone nero sugli occhi, rossetto rosa.

La seconda copertina testimonia il cambiamento con una immagine più sofisticata e matura: Mina vi appare con un semplice maglioncino girocollo scuro, pettinatura elaborata e trucco più sofisticato con le sopracciglia che cominciano ad affinarsi.

Nel 1961 le sue buste hanno due foto: da una parte Mina vi appare nella versione Studio Uno, con girocollo bianco e capelli scuri a caschetto; dall’altra nella versione matta, bionda cotonata con gli occhi sbarrati a fianco di un enorme pupazzo di peluche.

Il primo 45 giri della Rifi è anche l’unico disco Tris di Mina in cui lei appare ancora ironica ma decisamente adulta, elegante con il vestito di pizzo nero.

Il periodo copertine Rifi, 1964/1967 segna l’evoluzione del volto di Mina.

Si passa dal capello lungo nero a quello corto e biondo, dai vestiti eleganti a quelli di alta moda sempre con trucco forte e drammatico.

Le successive copertine verranno definite copertine maschera dove il volto di Mina non sarà presente.

Il rifiuto di qualsiasi proposta televisiva, intervista o servizio fotografico da parte di Mina costringe il suo Art Director Luciano Tallarini a ideare un diversivo che sostituisse il suo volto.

Nacquero le copertine maschere come Attila, dove Mina appare calva, senza occhi con la bocca sporca dei colori di un ghiacciolo che sta alla base del collo; Salomè; Mina con la barba, lunga, bionda e fluente; nell’82 il volto pasticciato di colori, una creazione del suo truccatore Stefano Anselmo, quasi una maschera greca o giapponese coi denti digrignanti.

Il Ritiro

Interrotta la carriera televisiva, la sua ultima apparizione avviene a Milleluci nel 74, Mina ha continuato a proporre la sua immagine in due modi, con le copertine di Tallarini e con la scena del suo ritiro nell’ultima puntata del talk.

Il paradosso del suo ritiro è che l’assenza della sua immagine non ha fatto che aumentare l’importanza del suo ruolo.

Questo rapporto di fantasia con l’idolo esiste nel caso di tutte le star, ma per quelle che rimangono presenti al loro pubblico il rapporto viene modificato, alimentato dai cambiamenti del personaggio, e per le star cinematografiche che spariscono rimane lì immagine filmica.

Il ritiro di Mina invece è un ritiro a metà, che congela il proprio mito ma contemporaneamente con l’atto di presenza discografica, propone un’immagine contrastante, ambigua e contraddittoria.

Anche se la grandissima artista non è più presente sulle scene e non si mostra al suo pubblico ormai da vent’anni, la sua immagine così intensa e ricca di significati è rimasta; forse perché Mina è unica nel suo genere.

Molte altre donne della musica leggera italiana sono poco indimenticabili: lei invece rimane, insieme ad altri rari esempi, un caso.

Fotografia e make up, sono gli elementi cardine del percorso trasversale e dinamico che, sin da giovane, ha segnato l’animo di Antonio Ciaramella. Se le sue origini partenopee gli hanno conferito l’arte del parlare romantico, la sua determinazione l’ha portato ad inseguire costantemente la bellezza.

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