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Marilyn Monroe: Il Make-Up

Erno Laszlo, uno specialista di Hollywood nella cura della pelle, noto al grande pubblico e i cui prodotti erano usati da Marilyn Monroe, Audrey Hepburn e Ava Gardner tra le altre, fu colui che la seguì per tutta la vita.

Anche Marilyn si legò a Laszlo, il cui sistema, tuttora esistente, era molto complesso e comprendeva più fasi:

  1. La pelle veniva tarata sul livello di secchezza o grassezza;
  2. Successivamente si applicavano saponi a base di fanghi marini, acqua tiepida, olio attivo Phelitil, un astringente con una miscela di cipria bianca per la notte, un astringente di colore diverso per il giorno insieme a vari idratanti per il giorno e la notte,
  3. Infine una cipria leggera da mettere su tutto.

Il detergente preferito di Marilyn era la Pond’s Cold Cream.

Come una vera diva Marilyn era riluttante a svelare i propri segreti.

Uno di questi, che rivelò scrivendo a un fan, era quello di immergere il viso nel lavandino pieno di acqua calda la mattina e la sera.

Inoltre, in quanto seguace del metodo Laszlo, una volta lavata si asciugava una trentina di volte.

Quando non era truccata, le capitava di applicare sul viso della vaselina, crema idratante, lanolina, olio di oliva o crema ormonale come protezione.

Era nota per gli occhi seducenti e una volta ammise di abbassare le palpebre poco prima che le scattassero una foto per rendere lo sguardo più misterioso.

Il suo make up artist personale, Allan “Whitey” Snyder, studiò nuovi effetti cosmetici rispetto a quelli in voga in quel momento.La seguì per tutta la sua vita, dal primo provino, fino al funerale, infatti qualche tempo prima Marilyn gli fece promettere che se sarebbe morta prima di lui,Allan avrebbe dovuto prepararla anche in quel giorno.

Nel 1950 Marylin si fece assottigliare il naso da un chirurgo plastico. Ma fu l’unico intervento, perché per il resto si dichiarò sempre contraria alla chirurgia.
Allan “Whitey” Snyder personal make-up artist di Marilyn dal suo primo provino nel 1946 fino alla sua morte prematura nel 1962, Snyder è diventato uno dei suoi confidenti più stretti.

Allan “Whitey” Snyder fu il personal make-up artist di Marilyn dal suo primo provino nel 1946 fino alla sua morte prematura nel 1962, durante questi anni Snyder diventò uno dei suoi confidenti più stretti. Attraverso studi approfonditi del viso e numerose e meticolose prove, elaborò il make-up perfetto di Marilyn. La Monroe era alla continua ricerca della bellezza perfetta, in effetti veniva anche chiamata “ La Ritardaria” in quanto passava dalle 3 alle 4 ore al giorno davanti allo specchio per makeup e acconciatura,arrivando sempre in ritardo sui set ed a ogni appuntamento.

Ora tutti sanno quanto incredibile possa essere stata Marilyn Monroe , una vera icona di stile, ma ciò che molte persone non sanno è che senza quel genio del suo truccatore personale lei non sarebbe mai arrivata a tanta celebrità. Attraverso una vasta comprensione di contouring e highlighting il suo truccatore è stato in grado di trasformare la diva da una donna molto bella ma semplice in una delle bellezze-icona che Hollywood abbia mai avuto.

STEP 1: FOUNDATION
Il fattore più importante quando si applicava il trucco , soprattutto tra il 1940 e il 1950, era la pelle che doveva essere sempre omogenea, luminosa, molto chiara, insomma impeccabile !
Marilyn appariva sempre raggiante poichè utilizzava come base del suo trucco sempre della Vasellina, per far si che risultasse più fresco e duraturo.

STEP 2 : COUNTURING
Marilyn era molto cosciente della sua fronte ampia e non le piaceva affatto la forma del suo naso. Così il contouring giocò una parte importante della sua routine trucco . Veniva utilizzato per esagerare eventuali ombre esistenti in modo snellire alcune parti del viso . Il gioco di luci e ombre donava un look tridimensionale, fondamentale per le riprese cinematografiche.

STEP 3 : EYEBROWS
Le sopracciglia di Miss Monroe erano quasi come una V rovesciata a forma di l’arco che doveva essere abbastanza centrale, più spesse vicino al naso e più sottili all’esterno. Questo è stato un altro trucco che ha usato per provare distogliere l’attenzione dalla sua fronte ampia .
STEP 4 EYESHADOW
Lei applicava un ombretto bianco sporco sulla palpebra mobile che veniva sfumato fino sotto l’arcata sopraccigliare. Stendeva un marrone chiaro con tonalità calde lungo tutta la piega palpebrale senza avvicinarsi troppo all’angolo interno (in questo modo dava modo all’occhio di aprirsi). Utilizzava un marrone freddo di una tonalità piu scura per intensificare l’angolo esterno.
STEP 5 : EYELINER
Per incorniciare l’occhio Whitey applicava nella rima interna dell’occhio un ombretto o una matita bianca e disegnava con la stessa matita un triangolo nell’angolo esterno dell’occhio e lo sfumava. Sulla rima cigliare superiore applicava dell’ ombretto marrone sfumato verso l’alto ma saturo vicino le ciglia. La bordatura dell’occhio è a pagoda, arrotondata al centro, discendente sull’angolo della palpebra e una leggera coda in chiusura.
Due strati di mascara nero e aggiungeva un piccola frangia di lunghe ciglia finte verso l’angolo esterno. Fu una delle prime donne a tagliarle meticolosamente a metà per applicarle solo agli angoli esterni.
Per ultimo passaggio, ma non meno importante, con una matita rossa per labbra aggiungeva un piccolo punto rosso nell’angolo interno. Questo passaggio era molto importante perche donava tanta luminosità all’occhio.

STEP 6: LIP
Per rendere le sue labbra perfette il truccatore utilizzava da 3 a 5 differenti tonalità di rosso con sottotoni blu, questo perché Technicolor aveva una tendenza a far sembrare tutto più arancione nel cinema. Prima di applicare i differenti rossetti pero il suo makeup artist ridisegnava con una matita bianca il suo arco di cupido e sfumava verso l’alto.. in questo modo dava l’illusione che le sue labbra fossero più prominenti e piene Un rivestimento rosso scuro / mattone doveva essere applicato sulle labbra , appena fuori la linea naturale e arrotondare gli eventuali angoli acuti . Una tonalità più chiara di rosso è stato utilizzato al centro delle labbra e poi le tonalità più scure verso i bordi per donargli un aspetto più voluttuoso . Per finire il suo makeup artist fu uno dei primi a inventare una sorta di “lip gloss” per sottolineare il suo famoso look dalle “labbra bagnate”: combinava il rossetto, cera d’api e vaselina.
Si noti come le labbra sono belle e arrotondate ( questo era molto comune per l’epoca ) e anche come angoli del labbro superiore sono più larghi del labbro inferiore.

Più di 50 anni dopo la sua morte, Marilyn Monroe fa ancora parlare di sé. L’acconciatura della musa ispiratrice del profumo Chanel n°5 è stata eletta la più emblematica di tutti i tempi.

È quanto risultato da un sondaggio lanciato dal sito internet CoolBlades (distributore di materiale per parrucchieri professionisti del Regno Unito tra i più famosi al mondo). Dopo aver interrogato clienti e fan dei Social, chiedendo loro a quale acconciatura – di una persona viva o morta – avrebbero voluto ispirarsi, la maggior parte ha risposto a quella di Marilyn Monroe. I suoi boccoli biondi, morbidi e tondi, sono ancora oggetto di invidia!
Marilyn Monroe sarebbe forse la prima ad essere sorpresa, proprio lei che si lamentava continuamente dei capelli rovinati per le eccessive decolorazioni fatte dal suo parrucchiere, Kenneth Batelle.
Kenneth Battelle, fu soprannominato ‘parrucchiere delle stelle’ nel corso del 1950.
Alla fine del 1958, Marilyn Monroe iniziò un’amicizia con Kenneth che sarebbe durata fino alla sua morte quattro anni dopo. Nel 2002, parlando di MM a Susan Dominum di New York Magazine spiegò che la persuase a stirare i suoi boccoli. “Quando hai un blob di capelli ricci di platino, è tutto ciò che si vede”, ha detto. “Non fa trasparire la bellezza del tuo viso.”

Kenneth anche curato Marilyn maggio 1962 per 45 ° compleanno di JFK al Madison Square Garden , dove ha cantato ‘ Happy Birthday, Mr. Presidente . “Monroe mi disse essere in una relazione con JFK al momento. Non mi ha voluto dietro le quinte ” , disse Kenneth . “Ha detto che aveva paura della pubblicità . Io non so davvero quello che aveva in mente , ma dato che stavo facendo sia Marilyn e la signora Kennedy , allo stesso tempo, immagino che fosse per questo.” L’ultima volta Kenneth passò le dita tra le onde platino di Monroe stato nel giugno del 1962, in California per Vogue , appena cinque settimane prima della sua morte .

Fotografia e make up, sono gli elementi cardine del percorso trasversale e dinamico che, sin da giovane, ha segnato l’animo di Antonio Ciaramella. Se le sue origini partenopee gli hanno conferito l’arte del parlare romantico, la sua determinazione l’ha portato ad inseguire costantemente la bellezza.

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