Home / Archivio Trucco d'epoca  / Storia del Make Up della Bocca – Approfondimento sui cambiamenti di Forma e Colore

Storia del Make Up della Bocca – Approfondimento sui cambiamenti di Forma e Colore

Il Trucco per la Bocca

In questo articolo vi parleremo di Storia del Makeup Bocca, approfondimento sui cambiamenti di forma della bocca nel XX secolo. Stiamo per introdurre l’evoluzione del make up della bocca durante il secolo scorso e non possiamo limitarci ad una sequenza di forme e colori per raccontare il cosmetico più intimo di ogni donna, poiché insieme al trucco delle labbra non si è evoluto solo il cosmetico, ma la figura e il ruolo della donna nella società.

“Beati coloro che si baceranno sempre al di là delle labbra, varcando il confine del piacere, per cibarsi dei sogni.”

Alda Merini

Per esprimere al meglio il nostro pensiero e farci comprendere da chi abbiamo vicino, le parole ci vengono in aiuto, ma tutti sappiamo che il potente linguaggio dell’inconscio si manifesta attraverso la “non verbalità” e la mimica facciale esprime in modo silente le nostre emozioni e stati d’animo.

trucco-per-la-bocca

Il make up delle labbra è da sempre esistito anche in questo caso per le classi sociali elevate ed i primi sperimentatori di formulazioni e tecniche di applicazione troviamo i sempre citati sumeri ed egiziani i quali truccavano le labbra non solo per esigenze estetiche ma anche filosofiche e religiose, visto l’importante significato attribuito alla bocca, come porta di comunicazione verso mondi ultraterreni.

Ma concentriamoci sul XX Sec. così come abbiamo fatto per l’articolo sulle sopracciglia, ci focalizzeremo sulle icone di stile cinematografiche sempre di moda spesso artefici di tendenze nuove e sperimentatrici di qualunque disciplina fosse stata in grado di accrescere charme e bellezza. L’errore che dobbiamo evitare di fare è quello di cadere nel clichè teatrale e truccare la stessa forma di labbra a tutte le donne per identificarle in un periodo storico.

ANTONIO

Ricordiamo che il cinema, come il teatro, ha sempre cercato di caratterizzare un attrice, ed anche in questo caso di definirne un aspetto caratteriale attraverso il make up. Questo aspetto è ampiamento sviluppato in Make up 100 anni allo specchio” Ed. Efesto dove si racconta prima la figura della donna contestualizzandola non solo in un’epoca ma anche in un “contenitore” sociale, poi l’evoluzione cosmetologica del prodotto ed eventuale varietà di colore, in modo che le caratterizzazioni fossero più dettagliate, meno superficiali ma soprattutto variegate.

 

Belle Epoquè – 1900/14 Natura Delicata

Senza titolo

1900/14: Lina Cavalieri – Evelyn Nesbit – Camille Clifford

Siamo appena usciti dalla pesante epoca Vittoriana dove l’austerità, la rigidità e la pesantezza era possibile notarla in qualsiasi cosa dal mobilio all’estetica. La stessa Regina Vittoria aveva vietato alle donne di truccarsi le labbra poiché era un linguaggio adatto ai guitti e prostitute, forse per quello Sarah Bernhardt iniziò ad indossare il rouge anche in pubblico fuori dalle scene creando non poco scandalo. Fortunatamente il passaggio nel nuovo secolo ha dato un’incredibile ondata di positività e vede il nascere di molte nuove diavolerie, tra queste il cinema…

L’Art Nouveau trascina il mondo della creatività in ambienti delicati e naturali, dove l’assenza di gravità era osannata in creature che avessero la possibilità di volare o nuotare in oceani profondi. A questa estetica s’ispira la figura femminile delicata e romantica con styles bizantini, talvolta ispirati alle antichità egiziane, talvolta da influenze dell’estremo oriente. Le labbra delle donne sono piccole socchiuse dalla difficoltà nel respirare per via dei bustini stretti, sono labbra che parlano a bassa voce, discrete e fragili come un fiore di ciliegio. Le donne hanno già appreso in questo periodo alcuni segreti dalle attrici più in voga sulle scene europee ma soprattutto parigine ed usano pommade, creme, ceroni per tingere le labbra e non solo, con discrezione.

 

Silent Movie – 1915/25 Ardente Languore

Collage915-25

1920: Anna May Wong – Clara Bow– Josephine Baker-Mary Pickford – Dolores Costello – Lillian Gish

Anche per le labbra molteplici sono i fattori che in questi anni contribuiscono all’evoluzione dell’estetica, dalle attrici teatrali e dell’operetta che sbarcano al cinema, alla realizzazione di rossetti a stantuffo, fino al 19° emendamento americano. Ma andiamo per gradi…

Tra il 1915 e il 1923 c’è un importante trasformazione del cosmetico che passa dall’essere una semplice composizione cremosa in un barattolino di latta o un bastoncino colorato composto da sugna e vari grassi animali, ad un prodotto più complesso da poter portare nella borsetta grazie al meccanismo a stantuffo di Maurice Levy reso girevole (turn-up) successivamente da James Bruce Mason. Con il dilagare del fenomeno del divismo la bellezza tutta da imitare sta nelle nuove star internazionali conosciute e desiderate da tutti. Ma come si truccavano le dive? L’estetica era ancora la stessa della bella epoque: labbra piccole e delicate intensificate dal rouge come si faceva in teatro.

Labios_1-201208092318

Lillian Gish

Sulla pellicola risultavano più scure poiché le radiazioni elettromagnetiche della fascia di colore che va dal verde al rosso non veniva registrato dalla pellicola ortocromatica facendole risultare particolarmente scure e contrastate. Fino alla prima metà degli anni 20 le nouance utilizzate appartengono alla gamma del rosso carminio, pigmento di origine animale derivato dalla cocciniglia, e da altri rossi vegetali come l’alkanna tinctoria o il sandalo. L’Europa è flagellata dalla guerra, l’America fa passi da giganti: il 19° Emendamento apre nel 1920 la possibilità alle donne di votare. Uno dei simboli di questa rivoluzione epocale è stato proprio il rossetto si narra di Elizabeth Arden che regalava rossetti alle donne come simbolo di libertà e indipendenza.

louise-brooks

Louise Brooks

Il make up che diventa espressione universale non solo di bellezza ma anche d’identità. Ed ecco che il linguaggio teatrale torna, adesso il “ruolo” della donna è un altro ha la necessità di cambiare costume e maschera, la sua immagine è ancora delicata ma adesso interpreta la parte di una donna indipendente e può decidere del proprio destino. Il resto lo fa la grande varietà di icone di quel periodo da Louise Brooks al famoso ed imitato arco di cupido di Clara Bow, ma badate bene il rossetto aveva ancora rigidi regole di bon ton, per esempio era accettato di giorno e a pranzo, ma la sera era vietato!

 

Rigore tecnico – 1925/39 Austerità Magnetica

1930: Merle Oberon – Norma Shearer – Greta Garbo – Marlene Dietrich – Joan Crawford – Jean Harlow

1930: Merle Oberon – Norma Shearer – Greta Garbo – Marlene Dietrich – Joan Crawford – Jean Harlow

Come già descritto in numerosi articoli il decennio che attraversa gli anni 30 è ricco di novità e sperimentazioni. La prima cosa importante è l’introduzione della Color Harmony di Max Factor. Egli utilizzava il colore in accordi cromatici con i colori correnti delle attrici, per avere un’immagine il più morbida possibile visto l’elevato contrasto della pellicola ortocromatica.

lipstick9898

Adrienne Ames

Il sentimento mondiale di rigidità e austerità si riflette in tutte le arti anche nel cinema e nell’estetica. Le tecniche pittoriche chiaroscurali vengono utilizzate abbondantemente per strutturare e trasformare i visi degli attori/attrici. Per rendere armoniosi i volumi del volto Max Factor utilizza il Beauty Calibrator per “mappare” il viso delle attrici ed intervenire con il make up. L’arte Deco la si avverte anche nell’estetica che diventa falsamente semplice ed essenziale. Dietro le figure asciutte si cela la complessità delle forme dalle strutture algide e irraggiungibili. Il resto del miracolo viene affidato al cinema che esplode nuovamente grazie al sonoro.

7a684564bacd197841c6a0571ef70f81

Marlene Dietrich

Il mondo conoscerà la voce calda e graffiante delle dive dell’epoca. Sarà un caso, ma il focus del make up cambia spostando l’attenzione dallo sguardo del ventennio alla bocca parlante degli anni 30. La bocca per caratterizzazione inizia ad assumere volumi diversi fuoriuscendo dai contorni naturali e ridefinendo nuove forme di bellezza come quella di Jean Harlow estremamente sensuale e perfetta nei volumi pur rimanendo piccina, oppure come quella più sfacciata di Joan Crawford ampiamente debordata tanto da darle l’aggettivo di “Smear Crawford” ovvero sbavatura alla Crawford. Oltre alla forma la grande varietà di colori da poter utilizzare nelle nuove palette stabilite dalle regole della color harmony sono dovute anche grazie all’introduzione di una pellicola pancromatica, capace di registrare questa volta tutte le radiazioni luminose, in questo modo le dive del cinema potevano essere austere e irraggiungibili senza risultare indurite sul grande schermo visto la grande varietà di grigi che ne conferivano una fotografia sofisticata e morbida.

 

Le nuove Geometrie – 1940/46 Glamour e Audace

Collage940-46

1940: Vivien leigh – Veronica Lake – Rita Hayworth – Hedy Lamarr – Betty Grable – Judy Garland

Negli anni 40 nel periodo a cavallo della seconda guerra mondiale, il popolo americano impara a conoscere il Glamour look, e come la famiglia Westmore professava,

“Qualsiasi donna può diventare bellissima, basta seguire delle regole fondamentali”.

Il volto e le sue geometrie vengono svelate e le donne iniziano a farsi acconciare i capelli in base alla forma del proprio viso, così faranno anche per le sopracciglia e per le labbra avendo più modelli con il quale confrontarsi.

 

La bocca diventa carnosa ma morbida nei tratti, i colori sono pieni e setosi, il labbro superiore spesso più grande di quello inferiore che viene fatto terminare prima della commessura labiale pur rimanendo dello stesso spessore di quello superiore.

b6a1b875d4358014b954422b4f043986

Sono ormai lontanissimi gli anni in cui le labbra erano dipinte all’interno dei contorni naturali, la donna americana è indipendente, e porta avanti il paese quando gli uomini sono in guerra, è una donna che si cura nonostante le ristrettezze economiche, è una donna che vuole essere bella e sexy come Veronica Lake o esplosiva come Rita Hayworth, magari sogna di essere nel portafoglio dell’amato al fronte come le tante immagini di pin up che girano in quegli anni… durante questo periodo non è facile trovare in commercio rossetti poiché sia il petrolio che l’olio di ricino non erano reperibili, così come l’alluminio per le confezioni. Questo dà l’imput per creare nuovi packaging di cartone e plastica ma soprattutto nuove formulazioni long lasting.

 

New look 1947/59 Sensuale e Accesa

Collage947-59

1950: Marilyn Monroe – Elizabeth Taylor- Jane Russel – Bettina – Audrey Hepburn- Suzy parker

Finisce la guerra e lo spirito di ricrescita e positività pervade gli animi di tutti, soprattutto in Europa che con grandi difficoltà comincia la lenta ripresa.

Christian Dior spopola con il suo New Look nel 1947, una collezione sfacciatamente moderna e ricca, per qualcuno addirittura fuori luogo visto le difficoltà economiche. In America spopola tra le dive del grande schermo e sulle riviste dedicate  le nuove star osannate dal pubblico maschile e femminile, le top model.

trucco-bocca-anni-50

Fotografate dai nomi che hanno scritto i capitoli della fotografia di moda, le modelle come Jean Petchett, Bettina, Suzy Parker scrivono nuovi capitoli di eleganza e sensualità sofisticata. Il linguaggio procace delle labbra esplosive viene sicuramente firmato da Marilyn Monroe icona indiscussa la quale usava diverse colorazioni di rossetto per arrivare al tono desiderato e altre dive come Liz Taylor. In questi anni le labbra crescono nei contorni de bordando e ridefinendo la morbidezza sensuale della donna, crescono anche grazie ai diversi interventi di chirurgia estetica sempre più richiesti.

 

A livello sociale non tutti accettano il rossetto soprattutto sulle ragazze adolescenti le quali vengono minacciate da famiglie e riviste di settore le quali asserivano che un rossetto rosso avrebbe donato loro un’immagine poco rispettabile.

Elizabeth Taylor

Elizabeth Taylor

I produttori, vista la costante crescita da parte del consumatore sui cosmetici cercano di trasformare l’ostacolo in un vantaggio iniziando a produrre nouance più adatte ad un pubblico adolescente, tra questi il famoso Strawberry Meringa di Max Factor, quello luccicante di Gala e le colorazioni lavanda, rosa pallido, corallo e pesca che ci faranno traghettare negli anni 60.

 

Natura Pop 1960/69 Labbra fresche

Collage960-69

Twiggy- Virna Lisi- Sofia Loren – Brigitte Bardot – Gina Lollobrigida – Maria Callas

La grande filosofia di Dior di avere un guardaroba diverso ad ogni stagione lo si inizia a comprendere realmente nel decennio degli anni 60 poiché sono infiniti gli spunti per avere un look del tutto nuovo ed ispirato. Le sub culture londinesi completano il disegno ridefinendo il look adatto ad ogni fascia di età.

4625-sophia_loren_lipstick

Sofia Loren

Gli anni 60 sono sicuramente ricordati per i look avanguardistici ispirati alle passeggiate spaziali, alla cultura Pop, a Carnaby Street e alle minigonne di Mary Quant e la vita di Polly Magoo.

 

Il focus sono certamente gli occhi, grafici e optical grazie all’introduzione dell’eyeliner fluido (tipico Makeup Mod Londinese) oppure allungamenti dell’occhio più o meno sfumati come le dive nostrane. Ma le labbra? Bè intramontabile rimane il rosso in tutte le sue infinite sfumature, ma la nuova tendenza è dato da un look fresco e giovanile dai colori pastello del rosa, pesco, lampone, corallo e il famoso salmone.

Brigitte Bardot

Brigitte Bardot

La donna comunicava “felinità”, “sorpresa”, “languore” con lo sguardo e freschezza acerba con le labbra, come la giovanissima modella Twiggy, un’inversione di marcia molto forte rispetto agli anni 50, sicuramente dettato da uno spirito più pratico e da una emancipazione femminile sempre più forte, sempre più intellettuale e meno sessuale.

 

Naturale 1970/1979 Freschezza e Lustrini

Collage970-979

1970: Donna Summer – Diana Ross – Jane Fonda – Lauren Hutton – Ali McGraw – Farrah Fawcett

Un decennio caratterizzato sicuramente da make up molto sofisticati soprattutto in ambito moda/editoriale, sappiamo che l’apice del trucco estetizzante e correttivo è giunto alla massima espressione, ormai le tecniche di applicazione cosmetica sono svelate quello che cambia sono i colori e le texture.

farrah_fawcett6

Farrah Fawcett

Continua l’ondata dei colori freschi e leggeri per le giovani donne, e allure bonne mine.

 

Esplodono sul mercato rossetti al sapore di frutta trasformando la comunicazione sensuale del rossetto in un momento sicuramente più ludico, il gloss è preferito dalle giovani mentre le più attente alla moda si fanno sedurre dai nuovi Rossetti Frost con finish satinato soprattutto verso la fine degli anni 70 erano i rossetti migliori per far brillare le labbra in discoteca. Trovano posto in profumeria rossetti cangianti, i metallizzati e i black amati dalle subculture punk.

Colore 1980/89 Espressione del Se

Collage980-89

1980: Madonna – Brooke Shields – Joan Collins – Grace Jones – Cher – Diana Spencer

I mitici anni 80 esplodono in un caleidoscopico mondo di colori dai matt ai frost passando per i fluo! Per tutti c’era la possibilità di esprimere la propria creatività attraverso il look e attraverso la sensualità della bocca e attraverso il proprio stato d’animo, basta pensare ai Mood Lipstick che cambiavano colore in base al PH della mucosa labiale! Il rosso è sempre presente nelle fasce alte del mercato, si introducono i colori “mattone” tutte quelle tonalità calde del marrone che tendono al rosso rosso/arancio.

1410796931madonna2_1982

Il punk ha lasciato il gusto di bordare le labbra con una matita più scura, marcandone i contorni e ridefinendone forme svariate dall’aspetto aggressivo.

1

La struttura del make up della bocca non cambia ormai i canoni correttivi sono stati abbondantemente sviluppati, ormai è da tempo che si è perso il “bon ton” del make up, mentre inizialmente serviva a migliorare l’estetica adesso diventa espressione del Se e si iniziano ad utilizzare colori e forme in modo sempre più espressivo e con meno cura estetica.

Minimal 1990/00 Noir è Sexy

Collage990-00

1990: Kate Moss – Kristen Mcmenamy – Cindy Crawford – Drew Barrymore – Kristy Turlington – Lina Evangelista

Negli anni 90 la figura della donna diventa estremamente sofisticata e pulita, in un certo qual senso ricorda quel rigore poetico dell’art Deco degli anni 30 ma ancora più essenziale. Spopolano nel cinema e nel mondo della musica le dark lady dall’incarnato trasparente e da una bocca audace ma questa volta quasi aliena poiché nei colori la moda non sembra proprio ispirarsi alla natura umana.

Cindy Crawford

Cindy Crawford

Spopolano tinte scure come il rouge noir, melanzana, borgogna, cioccolato, da quest’ultimo tutta una grande gamma di colori definiti “nude”, creano un’immagine si sexy ed austera. Resta comunque la bocca di una donna che ha cose molto importanti da dire e si fa seria ed essenziale anche nell’estetica.

Trasparenze 2000/10 Curata e Nude

Collage2000-10

2000: Angelina Jolie- Nicole Kidman – Demi Moore Jennifer Aniston – Halle Berry- Mariah Carey

Con il nuovo millennio a cambiare i canoni della bellezza ci pensa una delle dive più amate dal pubblico Angelina Jolie. Le sue labbra carnose e perfette diventano l’oggetto del desiderio delle donne di tutto il mondo. Con l’esplodere della chirurgia estetica che diventa sempre più a portata di mano, il mercato dei rossetti ha un’inversione di marcia e rallenta le vendite del prodotto.

Angelina Jolie

Angelina Jolie

Le varietà dei colori diminuisce drasticamente mentre aumenta la produzione di cosmetici per la cura delle labbra, volumizzanti e soprattutto gloss. L’estetica del XXI Sec. punta a creare l’illusione di una perfezione naturale scevra di interventi pittorici del make up al motto di “Less is more” esplode il Nude look sulle labbra, nello stesso periodo in cui si avverte una controtendenza dei ruoli maschile/femminile. La donna diventa di una bellezza naturale lontana dai canoni del linguaggio sessuale, ridefinendo il suo ruolo e la sua femminilità.

 

Oggi 2010/16 Crisi é Colore

Collage finale

2010: Kim Kardashian – Miley Cyrus – Rihanna

Nel periodo della prima guerra mondiale il mercato imparò il famoso Lipstick Effect, che sta ad indicare un aumento delle vendite del cosmetico nel momento in cui c’è una crisi economica.

Rihanna+Makeup+Dark+Lipstick+2MYAIoOI2zFx

In Italia l’abbiamo avvertita questa crisi non solo a livello economico ma grazie all’apertura di innumerevoli monomarca del make up capaci di sviluppare l’acquisto impulsivo su ogni donna. Questo approccio così gioioso e fresco ha portato, di pari passo con la cultura delle nail art, delle youtubers e degli amanti del selfie, alla scelta di colori sempre più sgargianti come il magenta, blu, verde ottanio e grigio quasi a voler scongiurare una crisi nascondendosi dietro colori giocosi.

<p>Fotografia e make up, sono gli elementi cardine del percorso trasversale e dinamico che, sin da giovane, ha segnato l’animo di Antonio Ciaramella. Se le sue origini partenopee gli hanno conferito l’arte del parlare romantico, la sua determinazione l’ha portato ad inseguire costantemente la bellezza.</p>

NO COMMENTS

Sorry, the comment form is closed at this time.