L’uomo e la bellezza metà anni 40

L’uomo e la bellezza  metà anni 40 La storia del trucco e dei cosmetici 1945 L'uomo e

L’uomo e la bellezza  metà anni 40

La storia del trucco e dei cosmetici 1945

L’uomo e la bellezza metà anni 40 ha sicuramente dei capitoli interessati tutti al maschile. Il “lipstick effect” incide anche sul lifestyle maschile. Ricordiamo che tale indice prevede un aumento del prodotto cosmetico in momenti di crisi economica.

Nel 1946 vengono spesi dalle aziende circa 20 milioni di fatturato per le pubblicità sui cosmetici maschili per un totale di oltre 100 milioni di dollari! Nel 1946 sulla rivista medico/scientifica Hygeia spicca l’articolo del Dr Herbert Rattner intitolato

“cosmesi maschile”

dove veniva sottolineato di come la seconda guerra mondiale fosse stata una delle prime cause per l’aumento della vendita dei prodotti per la cura dell’uomo, non solo come richiesta maschile, ma come perfetto regalo da inviare a chi fosse in servizio.

Inutile soffermarsi sull’immediata esplosione di packaging e cofanetti con più prodotti, cofanetti studiati principalmente per affascinare il mondo femminile primo fruitore di questi acquisti. Le fragranze maschili dell’epoca più utilizzate sono prettamente resine e odori silvestri come la felce e l’erica, fragranze maschili con nomi altrettanto virili che si appellavano alla caccia e allo sport.

La virilità non doveva essere intaccata altrimenti non avrebbero usato il cosmetico. L’importante è che il prodotto contenesse la parola “Shave” per essere accettato . Lo dimostra il fatto che nessun uomo avrebbe mai usato la polvere di riso con tanto di piumino proprio perché riconosciuta globalmente come azione femminile, tuttavia non ha sdegnato l’avvento del talco dopo barba da applicare rigorosamente con le mani!

La maggior parte delle polveri per il viso contengono:

  1. magnesio stearato per dare valenza adesiva alla composizione
  2. ossido di zinco
  3. ossido di titanio
  4. caolino per il potere di copertura

Questa classica composizione veniva considerata ottima dal punto di vista salutistico per la pelle, a differenza del pan cake che per avere in aggiunta grassi otturava i pori a lungo termine.

Questo è anche il momento storico in cui si cerca di dare al prodotto cosmetico una valenza “medico/scientifico”, bastava avere una serie di ampolle con polveri colorate e una commessa vestita come un medico per dare una certa immagine al prodotto stesso “trucco” che ancora oggi viene usato…

Per il genere maschile anche la parola “lozione” è stata accettata poiché associata a “shave” quindi lozione dopo barba. La stessa crema per il viso è stata chiamata “crema da massaggio” altrimenti sarebbe rimasta invenduta.

Il commercio cosmetico per Lui

Improvvisamente un nuovo universo cosmetico fatto di cofanetti per “Lui” trovò posto negli scaffali dei negozi, il cui contenuto era spesso fatto di: lozione dopo barba, talco dopo barba e acqua di colonia, tutto rigorosamente abbinato, ecco che quel pensiero imprenditoriale fatto da Coty appena 40 anni prima, con la giusta comunicazione inizia ad irrompere negli armadietti maschili, ad eccezione di quelli per truccare il volto.

Source:

Antonio Ciaramella Make up 100 anni allo specchio Ed Efesto 2015

Richard Corson Fashion in Make up from ancient to modern times 1972 Universe book

 

Fotografia e make up, sono gli elementi cardine del percorso trasversale e dinamico che, sin da giovane, ha segnato l’animo di Antonio Ciaramella. Se le sue origini partenopee gli hanno conferito l’arte del parlare romantico, la sua determinazione l’ha portato ad inseguire costantemente la bellezza.

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