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Italia Almirante Manzini

Italia Almirante Manzini, Diva del Cinema Muto

Italia Almirante Manzini, icone nostrane e diva del cinema muto, è stata un’attrice che ha calcato i palcoscenici teatrali e cinematografici.

Gli Esordi

Italia Almirante, figlia di un ufficiale garibaldino e dell’attrice Urania Dell’Este, inizia la sua carriera nel teatro, per poi recitare in molti film sin dal 1912.

La sua carriera cinematografica comincia con l’assunzione per L’Italia film, una società nata dalla liquidazione della Carlo Rossi & C., che vedeva tra i suoi fondatori un giovane contabile Giovanni Pastrone come direttore generale.

La sua pellicola di esordio fu Gerusalemme Liberata nel 1910, diretta dal regista Enrico Guazzoni; si tratta della prima trasposizione cinematografica in assoluto dell’omonimo poema epico di Torquato Tasso del 1575.

Per l’Italia film nel 1913 produce L’ombra del Male regia Gino Zaccaria.Cabiria_almirante-mazzini

La sua consacrazione mondiale come diva del cinema muto avvenne però nel 1914 nel ruolo di Sophonisba per il kolossal Cabiria

Fu assunta in seguito da diverse case cinematografiche e interpretò ruoli in molte pellicole tra il 1914 e il 1934.

Comparve in un unico film sonoro L’ultimo dei Bergerac di Gennaro Righelli.

Dal 1924 l’amore per il teatro la spinge a tornarvi, del resto è qui che la sua carriera iniziò e dove fece moltissime tournee in giro per lo stivale e in Brasile.

L’Ardente Fiore del Melograno

Soprannominata “l’ardente fiore del melograno”, la splendida Italia è stata in grado d’interpretare in modo sublime l’archetipo femminile, racchiudendo in sé l’immagine completa di una donna madre, moglie e amante al tempo stesso.

Fu sicuramente di grande ispirazione per tutte le attrici dell’epoca.

Il suo compagno di vita è stato il giornalista, scrittore e attore Amerigo Manzini.

Il Make-up

Per quanto riguarda il trucco, Italia, vista l’importanza primaria del sopracciglio per l’espressività dello sguardo, esso veniva marcato e allungato nel tratto discendente conferendo allo sguardo la tipica espressione languida.

Gli occhi, invece, venivano evidenziati dall’applicazione di un ombretto in crema facile da sfumare, sicuramente il colore più utilizzato era il marrone che se aveva un sottotono caldo aveva la caratteristica di apparire quasi o del tutto nero nella pellicola ortocromatica.Le labbra erano ben marcate ma la loro forma non veniva di solito modificata.

Fotografia e make up, sono gli elementi cardine del percorso trasversale e dinamico che, sin da giovane, ha segnato l’animo di Antonio Ciaramella. Se le sue origini partenopee gli hanno conferito l’arte del parlare romantico, la sua determinazione l’ha portato ad inseguire costantemente la bellezza.

2 COMMENTS
  • ijunajowuzobu settembre 6, 2016

    Bellissimo articolo complimenti!!! Adoro questa dive del cinema muto <3

  • oquhirepami settembre 6, 2016

    Incredibile diva, tanta eleganza e classe…

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