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Film: King Kong (1933)

King Kong è un film d’avventura prodotto negli USA nel 1933 da Merian Caldwell Cooper e diretto da Ernest Beawmont Schoedsack.

La Trama

Nel porto di New York, il regista Carl Denham, famoso per i suoi in località remote ed esotiche, noleggia una nave, per il suo nuovo progetto. Appena trova Ann, l’attrice per un ruolo femminile nelle strade di New York, l’equipaggio parte.

Denham rivela la loro destinazione, Skull Island, un territorio inesplorato, dove abita una creatura mostruosa di nome Kong.

Arrivati sull’isola, assistono a un gruppo di nativi che si preparano a sacrificare una giovane definita la sposa di Kong; scoprendo gli intrusi, il capo indigeno interrompe la cerimonia e quando vede Ann, vuole comprarla, ma l’equipaggio rifiuta l’offerta e torna alla nave.


Quella notte, i nativi rapiscono Ann e la portano all’altare, dove viene offerta a Kong, un’enorme scimmia simile a un gorilla, che la trasporta nel deserto.

L’equipaggio entra nella giungla per salvarla, ma solo Driscoll e Denham riescono a sopravvivere.

Mentre Kong sta uccidendo uno Pteranodon che ha cercato di portare via Ann, Driscoll la raggiunge.

Kong li afferra, ma i due cadono illesi, così corrono attraverso la giungla e tornano al villaggio; Kong li insegue, però Denham gli fa perdere i sensi con una bomba a gas.

Incatenato, Kong viene portato a New York City e viene presentato al pubblico di Broadway come Kong, the Eighth Wonder of the World.

A causa di un gruppo di fotografi, Kong, per i flash si scatena, facendo fuggire via il pubblico terrorizzato.

Ann viene portata in una stanza d’albergo su un piano alto, ma Kong, scalando l’edificio, la trova presto e la rapisce di nuovo. Kong distrugge la città, ma viene attaccato da quattro aeroplani e alla fine soccombe ai loro spari.

Garantisce la sicurezza di Ann prima di morire. Ann e Jack si riuniscono. Denham arriva e spinge una folla attorno al cadavere di Kong per la strada.

La Protagonista: Fay Wray

La sua attrice principale è la canadese Fay Wray, che interpreta la bellissima e bionda Ann Darrow, della quale si invaghisce il gigantesco gorilla King Kong.

Nella pellicola l’attrice indossava una parrucca bionda, acconciata con giochi di onde e riccioli, poiché in realtà la tonalità naturale dei suoi capelli era scura.

Un osservazione sarcastica ma sincera del regista, fu proprio che nessuno nella storia del cinema fino ad allora potesse urlare più drammaticamente di lei.

Il Make-Up Artist del Film: Mel Berns

Il truccatore della pellicola è stato il formidabile Mel Berns, nato nel 1897 in California.

Fu il capo del reparto di trucco presso RKO Pictures per più di trent’anni, dove creò il make-up per Fred Astaire, Katharine Hepburn e Ginger Rogers, a cui fu legato da un grande rapporto di amicizia per tutta la vita.

Lavorò molto anche per la televisione, dopo aver lasciato RKO, in particolare la serie Perry Mason.

Mel Berns sviluppò un make-up adatto al giocatore di baseball Babe Ruth, che aveva gravi cicatrici da acne sul viso, in modo che Ruth potesse sentirsi più a suo agio in pubblico. Una foto di Ruth e Berns mostra Ruth in un fazzoletto e Berns applica trucco al suo volto.

Il Make-Up

Il make up utilizzato doveva fornire contrasti profondi in quanto la pellicola era in bianco e nero.

Dal momento che il colore non appariva sullo schermo, vennero utilizzate sfumature di verde o viola per aumentare i contrasti di labbra, narici e palpebre, mentre solo di verde per le ombre delle rughe, per l’ombreggiatura dell’occhio e delle sopracciglia; infine il rosso, suo colore complementare, per ammorbidire le ombre e le macchie.

Gli Effetti Speciali

Nella realtà Kong era un pupazzo articolato alto circa 45 cm con uno scheletro di acciaio, ricoperto di lattice e rivestito di pelliccia di coniglio.

Fu filmato, immagine per immagine, su dei plastici rappresentanti la giungla e la città di New York.

Per le riprese in queste ambientazioni furono usati pupazzi con grandezza varia dai 6 agli 8 metri di Kong.

Sono state utilizzate varie tecniche, come la retroproiezione e la proiezione miniaturizzata ed infine la tecnica di filmare gli attori davanti ad uno schermo blu, che permetteva in seguito di inserirli in altre scene; questa tecnica  verrà impiegata nella maggior parte dei film di questo genere fino agli anni’90, quando sarà sostituita dal digitale.

Fotografia e make up, sono gli elementi cardine del percorso trasversale e dinamico che, sin da giovane, ha segnato l’animo di Antonio Ciaramella. Se le sue origini partenopee gli hanno conferito l’arte del parlare romantico, la sua determinazione l’ha portato ad inseguire costantemente la bellezza.

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