Face on/off : make up e storie di trasformazioni

Face on/off: l'evento Giovedì 31 ottobre presso l’Ex Caserma Guido Reni si è svolta la masterclass

Face on/off: l’evento

Giovedì 31 ottobre presso l’Ex Caserma Guido Reni si è svolta la masterclass “Face on/off” organizzata da Videocittà.

Un talk a cinque voci: i protagonisti

L’intera serata è stata dedicata ai racconti di quattro protagonisti d’eccezione che attraverso le loro storie hanno dato voce alla parte più creativa e trasformista del make up, sottolineandone valore storico e potenzialità future.

Moderatore del dibattito il truccatore, docente e scrittore Antonio Ciaramella che ha avuto l’onore di intervistare, di fronte ad una platea numerosa di allievi e appassionati, professionisti di spicco del settore.

Stefano Mastropaolo: la figura della Drag Queen

Il primo ad intervenire è stato Stefano Mastropaolo che ha presentato al pubblico la figura della Drag Queen spiegandone l’origine, il linguaggio e le differenze tra ieri oggi. In particolare è stata messa in evidenza la nuova percezione commerciale che i social hanno creato attorno a questa figura, “trasformandola” in una drag queen “ad alta definizione” e quasi privandola della matrice storica dalla quale proviene.

Dalla drag queen, l’excursus si è poi spostato sull’analizzare il procedimento per la costruzione di un personaggio, prendendo in esame due elementi fondamentali: l’acconciatura ed il costume.

Domingo Santoro: il potere dell’acconciatura

Si è partiti da uno dei massimi esperti del settore acconciatori, Domingo Santoro, che rispondendo ad alcune domande del moderatore ha rivelato alcuni passaggi fondamentali del suo lavoro, spiegando anche quale sia il rapporto con il reparto trucco e gli altri settori che intervengono nella realizzazione di un prodotto teatrale e cinematografico.

Simone Bessi: Francesco Freda e la sartoria Annamode

Come interlocutore autorevole per il costume ha invece presenziato Simone Bessi, nipote del celebre truccatore Francesco Freda e amministratore delegato della rinomata sartoria cineteatrale Annamode. Regalandoci bellissimi ricordi del nonno ci ha presentato il libro “50 anni allo specchio senza guardarsi” (a cui Antonio rivela in maniera inedita di essersi ispirato per il titolo della sua opera “Make Up 100 anni allo specchio”)

ripercorrendo attraverso aneddoti ed immagini la sua insigne carriera e l’umiltà di un uomo dal talento inestimabile: “mio nonno non capiva perché lo chiamassero Maestro, lui si riteneva un semplice artigiano”, proprio lui che ha truccato dive come Sofia Loren, di cui realizzò il memorabile invecchiamento e che collaborò con registi del calibro di Mastroianni.  Gli studenti in sala e chiunque scelga questo mestiere per la vita deve molto all”artigiano della bellezza” e non può esimersi dal provare gratitudine ed ammirazione per l’esempio dato.

Leonardo Cruciano: la factory di Makinarium

Infine è stato chiamato a raccontarsi il noto e stimato Leonardo Cruciano, uno dei tre fondatori della crew creativa di Makinarium, società romana autrice di grandi successi nel campo degli special visual effects e vincitrice del David di Donatello 2016 per il film “Il racconto dei racconti” di Matteo Garrone. È stato proiettato un breve showreel che descrivesse , con l’ausilio delle immagini, l’idea e i valori da cui Makinarium ha preso forma e che rivelasse la straordinaria opera artigianale che ne è alla base.

Foto a cura di Videocittà

“We design and create special e visual effects” si legge nello showreel, si parla quindi del lavoro di una vera e propria officina composta da talenti eterogenei che fonde le antiche maestranze con le nuove tecnologie degli effetti integrati.

L. Cruciano ci ha inoltre spiegato tutte le diverse fasi che compongono il processo creativo, presentandoci Makinarium come una “factory” in cui convivono idee e ruoli diversi, convogliati però verso una direzione comune.

E parlando di direzione, ci si è anche confrontati su quale sarà quella che il campo dei visual effects prenderà in futuro. Makinarium intanto è in continua evoluzione.

Il valore dell’artigianalità

Il dibattito si è concluso con l’interessante osservazione di S. Mastropaolo sul ripetersi costante nei vari racconti della parola “artigianalità”. Concetto che per fortuna, come è stato sottolineato anche da Antonio Ciaramella, non si è ancora perso, ma rimane presenza costante in tutti campi che coinvolgono la creatività e l’arte.

Infine un invito ad andare a vedere la mostra intitolata “La meccanica dei mostri. Da Carlo Rambaldi a Makinarium” presso il Palazzo delle esposizioni fino al 6 Gennaio 2020. Per l’esposizione un ringraziamento speciale va alla Fondazione Culturale Carlo Rambaldi.

Dimostrazioni di make up

Terminato il talk, il pubblico ha poi potuto assistere a quattro dimostrazioni di make up realizzate da allievi ed ex allievi della Rea Academy di Roma. La dimostrazione spaziava dal trucco moda e d’epoca a quello teatrale e cinematografico, con in sottofondo la voce narrante di Antonio che ne descriveva tecniche e realizzazione.

Foto a cura di Videocittà

Ringraziamenti

Un caldo ringraziamento va a Videocittà per aver proposto e realizzato un evento dedicato al mestiere del truccatore e al make up professionale.

Un sentito e sincero grazie per l’organizzazione anche a Clara Tosi Pamphili, Cecilia Pamphili e Alessio de’ Navasques

Profonda gratitudine infine per gli ospiti che sono intervenuti e che ci hanno fatto il grande dono di poter ascoltare le loro storie.

 

A. De Martis

Editor : Antonio Ciaramella

 

 

 

 

Fotografia e make up, sono gli elementi cardine del percorso trasversale e dinamico che, sin da giovane, ha segnato l’animo di Antonio Ciaramella. Se le sue origini partenopee gli hanno conferito l’arte del parlare romantico, la sua determinazione l’ha portato ad inseguire costantemente la bellezza.

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