Post Covid-19: come cambierà l’estetica

Post Covid-19: come cambierà l'estetica  Post Covid-19 : uno sguardo al passato La fine del primo conflitto

Post Covid-19: come cambierà l’estetica

 Post Covid-19 : uno sguardo al passato

La fine del primo conflitto mondiale ha visto l’accavallarsi di due tragedie, la seconda delle quali

ha fatto più vittime della prima; è linfluenza spagnola H1N1 il cui nome scientifico è un codice, come siamo

ormai  abituati.

Sono circa 50 milioni le persone che hanno perso la vita a causa della febbre spagnola, una pandemia

mondiale le cui vittime sono state tre volte superiori a quelle registrate nella prima

guerra mondiale.

Sono andato a ristudiarmi tutta la storia di quel periodo per cercare di comprendere

in che modo possa aver contribuito al cambio dello stile e dell’estetica tra la fine degli anni 10

e l’inizio degli anni 20, cercando così di ipotizzare le prossime tendenze in ambito beauty.

Linee di difesa: maschere in tessuto contro il contagio

Le maschere in tessuto rappresentavano, allora come adesso, la linea di difesa più

diffusa per coloro che non ne erano stati contagiati, probabilmente oggi abbiamo

integrato la protezione con i guanti in lattice.

Altre similitudini del caso, ad esempio l’ accesso interdetto ai luoghi chiusi come

teatri e forse a qualche cinematografo, i servizi pubblici limitati, chiese con funerali contingentati

e funzioni liturgiche di pochi minuti, avvenivano sempre per la paura che i batteri (che si pensava

fossero la causa poiché non c’era ancora chiarezza sul mondo dei virus) potessero diffondersi

attraverso la folla.

Devo dire che mi sono molto emozionato nel rivedere quelle immagini storiche durante il periodo della

spagnola, sono riuscito ad immedesimarmi in quelle situazioni di costrizione e sacrificio, forse non così

lontane dalle nostre.

 

L’estetica come prodotto sociale: gli anni 80-90

Prima intuizione è stata quella di ripassare tutti i cambiamenti nello stile, suggeriti probabilmente dal

sistema della società.

In Make up 100 anni allo Specchio (Edizioni Efesto) ho evidenziato più volte l’importanza del periodo

sociale che si vive e di come anche l’estetica sia un prodotto di quest’ultimo, tuttavia un’attenta riflessione

mi porta a pescare nelle tendenze del passato non degli anni venti, troppo lontani in tutto e per tutto da noi,

nonostante le similitudini pandemiche.

Credo che il periodo alla quale le prossime tendenze beauty possano attingere sia invece quello tra

la fine degli anni 80 e inizio anni 90.

Penso infatti che in questo periodo lo spirito o se la si vuole chiamare emotività collettiva, possa

avere molti punti in comune con la nostra: la crisi economica mondiale negli anni 90, la Guerra

del Golfo Persico, un periodo “gotico” in un certo senso,

 

buio e difficile da affrontare, non solo a causa dell’incertezza economica ma anche per lo svilupparsi di malattie

inguaribili come l’AIDS e la crescita esponenziale dei tumori, entrambe sempre più fonte di preoccupazione.

La risposta del mondo beauty: nude look e stile gotico

La risposta sulle passerelle e nel beauty è stata singolare con novità commerciali spinte da una forte richiesta

di mercato, vediamo quali:

1. L’abbandono di un make up espressivo eccentrico per dar spazio alla filosofia del “Nude look” dove

troviamo  protagonisti come Kevin Aucoin e lo sviluppo di tutte una serie di nouance neutre dei marroni,

ottime per  mettere al centro dell’attenzione non più il “personaggio felino della donna” ma in un certo senso la

donna stessa.

Cambia la semantica del make up, e la tendenza è espressa dalle nuove icone di stile del periodo quale le Super

Models, dall’ideale di femminilità interiorizzato e libero, particolarmente presente nelle campagne pubblicitarie di

Calvin Klein dove ci viene proposta un’acerba e lentigginosa Kate Moss.

L’altra faccia della medaglia mostra donne mature e forti, un’ideale in carriera, un urlo d’indipendenza incentivato

dell’iconica canzone di Madonna “Express Yourself” mostrato ora da bellissime manager androgine, ora da nuove

femme fatale dal look gotico.

2 .E cosa meglio del gotico può raccontare emotivamente universi repressi, paura del futuro,

instabilità economica, terrore di ammalarsi e dei rapporti interpersonali?

Non sto parlando di oggi anche se sono queste le similitudini alla quale vorrei portare la vostra attenzione. Siamo

chiaramente nei primi anni degli anni 90 e tutto questo bagaglio emotivo affoga in un mondo neutro di

grigi, di capi che stanno bene su tutto, di abbigliamenti destrutturati e desaturati, dove il vero

benessere era urlato dalle griffe ostentate, al pari di una tenacia nel look che ispirerà Matrix androgino, diafano, dove

l’unico elemento di personalità sarà affidato ad un rossetto scuro, magari un rouge noir di Chanel.

 

Nuovi linguaggi cosmetici

La cosmesi in questo periodo si appropria di tutta una terminologia medico/scientifica, dando nuova

vita al cosmetico stesso, trasformandolo in qualcosa capace di proteggerci. La grande influenza della

comunicazione su temi caldi e scomodi come Aids, porta la terminologia di “barriera” oppure

“protezione” o ancora “filtro” ad entrare nel linguaggio comune per riferirsi alla crema mani o al

fondotinta che non ha più il banale compito di uniformare il colorito dell’incarnato ma diventa un guerriero, un

protettore, un curatore.

Da questi linguaggi trae sicuramente grande beneficio la cosmesi naturale e la biocosmesi, così com’ è stato

negli anni 90 con il proliferarsi di centri olistici per la cura della persona, di vendita di candele, di incensi e di

centri yoga,  rifugi dove attuare una sorta di decompressione, camere iperbariche dello stress quotidiano…mai

come  in questo periodo è andato di moda lo stress, o quanto meno curarsi da esso!

Neutralizzazione degli stili: “back to the basic”

Ricapitolando abbiamo visto come un periodo di “neutralizzazione” abbia permesso lo sviluppo di una tendenza

meno colorata rispetto agli anni 80 e più noir. Potrebbe accadere lo stesso adesso post pandemia? Come

affronteremo il sociale, l’estetica post Covid-19?

Continueranno a piacerci questi occhioni da Bratz ipercolorati? Ci sarà la voglia di una semplicità atta a

esternare bellezza ma anche salute? Le case cosmetiche ovviamente produrranno di tutto se il loro DNA lo

prevede, ma come risponderà l’utenza?

Io credo che il periodo di decompressione porterà a un lento “back to the basic”, sia chiaro i make up

espressivi e giocosi mi piacciono molto soprattutto nel momento in cui il protagonista è il trucco e non la persona,

tuttavia sto notando un fastidio emotivo in questo periodo provocato dal solo guardare questo genere di soluzioni,

sarà il fatto che non sono dell’umore esatto per vivermi bene il colore/giocosità; è solo una mia

impressione? 

Post Covid-19: previsioni sulle tendenze future

Da queste  mie sensazioni nasce la riflessione di questo articolo, che probabilmente porta più domande

che risposte.

Io comunque azzardo a vari livelli per il Post Covid-19: i make up per le giovani saranno più audaci, ispirati al punk,

monocromatici dark o grafismi, il rispolvero di tinte scure per le labbra compreso melanzana, vino, rouge noir

e cioccolato, per le mature anche rossetti rosso scuro ed entro un paio d’anni tornerà di moda il finish

matte poiché credo che questo effetto d’idratazione, possa cambiare significato fino a rientrare nel linguaggio

del “non essere in salute”.

 

Antonio Ciaramella

Editor: A. De Martis

Fonte per la parte storica: Get Science

Fotografia e make up, sono gli elementi cardine del percorso trasversale e dinamico che, sin da giovane, ha segnato l’animo di Antonio Ciaramella. Se le sue origini partenopee gli hanno conferito l’arte del parlare romantico, la sua determinazione l’ha portato ad inseguire costantemente la bellezza.

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