Trucco artistico degli anni 60

Il look esotico  Trucco artistico degli anni 60: con il make up che diventava sempre più

Pablo manzoni

Il look esotico

 

Trucco artistico degli anni 60: con il make up che diventava sempre più complesso, i truccatori cominciavano ad essere richiesti tra i più noti l’italiano Pablo Manzoni di Elizabeth Arden, un giovane nobile con un talento per il design fantasy, ha raccolto consensi del mondo pubblicitario e da clienti importanti. Come citato sul Time,

“il fondotinta rosa è orribile, l’ombretto verde è volgare, le sopracciglia sono odiose, il rossetto scuro è obsoleto”.

 

Gli interessavano soprattutto gli occhi: “l’unica parte che valeva davvero la pena inventare”.

Per uno sguardo profondo, ha ombreggiato la piega tra la palpebra e l’osso dell’orbita con il marrone scuro e ha evidenziato la palpebra e l’osso sotto il sopracciglio con il bianco. Ha applicato più bianco agli angoli interni ed esterni dell’occhio, mettendo in risalto l’angolo interno, e esaltando quello esterno sfumando verso l’alto. Ha delineato gli occhi con il nero. Mascara, ciglia finte e un tocco di scuro sulle sopracciglia hanno completato lo sguardo. Le labbra erano “naturalmente definite ma in secondo piano” (Corson pag 564-565)

Poi c’è la seconda innovazione: occhi ingioiellati e resi preziosi da motivi fantasy con piume, fiori, grafismi e a scacchi, per non tralasciare quelli esotici con ali di farfalla. A New York le donne volevano indossare realmente quel nuovo modo di esprimere lo stato d’animo con il trucco artistico del 60. Alcuni dei quali richiedevano il tempo cinque ore per applicare. Considerando che il make up costava 40 dollari l’ora sarebbe costato una fortuna all’epoca!

 

 

 

Il focus era l’espressività dell’occhio, bisognava eliminare (del tutto o gradualmente) i contrasti naturali presenti sul viso dati dalle sopracciglia e dalle labbra.

L’analisi del Times

L’aspetto pallido (disse il Time, “The Big Fade”) sembrava aver raggiunto il suo apice nel 1965. Le labbra avevano cominciato a scomparire nel 1961, poi il colore dalle guance; ora era il turno delle sopracciglia. Un trend che ha inizio e che si farà più evidente alla fine del decennio inizio anni 70. Le sopracciglia erano sbiancate, ricoperte di fondotinta, truccate di beige o nascoste con la frangia.

Anche le palpebre sono state evidenziate, indossando ciglia doppie o triple come suggeriva anche il Mod style londinese, l’abbronzatura era fuori moda e Vogue suggeriva smalto rosso solo sul mignolo!

Tra i nuovi articoli un ritorno di una moda del ventennio le ciglia finte oro e argento di Germaine Monteil. Una pubblicità di Yardley includeva le istruzioni per il “London Look“.

Per quanto riguarda gli occhi, le ciglia dovrebbero gocciolare essere molto evidenti e quindi disegnate sulla rima inferiore o applicate finte. Le sopracciglia dovevano essere disegnate a matita, seguendo la forma naturale. Erano disponibili cinque colori di rossetto: Chelsea Pink, Pinkadilly, Dicey Peach, Nippy Beige e Nectaringo. Questi dovevano essere sormontati da Basic Slickers, Frosted Slickers o Sunny Slickers.

Gli occhi, secondo Vogue, si stavano “ripulendo”. Le ombreggiature si facevano meno inquietanti; e  l’eyeliner  aveva il colore più simile alle ciglia e veniva applicato vicino alle radici dando una naturale intensità.  Corson definisce “come una tintura”.

 

Source:

Antonio Ciaramella Make up 100 anni allo specchio Ed Efesto 2015

Richard Corson Fashion in Make up from ancient to modern times 1972 Universe book

Fotografia e make up, sono gli elementi cardine del percorso trasversale e dinamico che, sin da giovane, ha segnato l’animo di Antonio Ciaramella. Se le sue origini partenopee gli hanno conferito l’arte del parlare romantico, la sua determinazione l’ha portato ad inseguire costantemente la bellezza.

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