Storia del trucco dal 1945 al 1949

La fine della guerra Storia del trucco dal 1945 al 1949 . Inizia il periodo d’oro

La fine della guerra 

Storia del trucco dal 1945 al 1949 . Inizia il periodo d’oro dell’America, il benessere, il potere, la bellezza il grande cinema. In questi anni le donne americane arrivano a consumare oltre 5 mila tonnellate di rossetto, numeri incredibili! Se si pensa al numero di soldi che tutto questo muove… fa rimanere a bocca aperta. I

l famoso magazine “Life” parla che la sola tassa di lusso su questi cosmetici porta alle tasche dello stato circa 6 milioni (R;Corson 1972 Fashion in Makeup pag 528)

rossetti fabbrica

Conosciamo i metodi di produzione del rossetto, abbiamo un’accurata descrizione dagli studi di Tangee (casa cosmetica)

Come si preparavano i rossetti?

Pigmenti, oli e cere venivano miscelati in grandi contenitori metallici e scaldati con vapore a 88C°.

La composizione fluida andava a riempire stampi di metallo solo una volta approvata dal controllo, e  raffreddati venivano estratti i bastoncini dagli stampi, controllati  e confezionati.

Dall’inizio del decennio l’industria della cosmesi incrementa i guadagni del 65% portandolo a toccare cifre astronomiche di 600 milioni. Per migliorare il fatturato bisogna trovare nuove forniture di materie prime visto che la maggior parte che arrivavano dalla Francia e dall’Italia per ovvi motivi bellici adesso scarseggiano.

Condividere risorse per creare nuovi prodotti

Dall’Italia si importava l’essenza di bergamotto e iris mentre dalla Francia essenze di rosa, tuberosa, arancio, gelsomino, olio di lavanda, neroli.

Fu istituita la “Toilette Goods Assosation” attraverso il quale era possibile condividere le risorse scientifiche nell’individuare sostanze sostitutive da utilizzare con l’intera industria cosmetica.

 

 

Come era prevedibile i prezzi delle materie prime provenienti dal vecchio continente aumentarono: l’essenza di rosa passò da quattro dollari l’oncia a quaranta, mentre l’olio essenziale di gelsomino da quattrocento dollari per libra a duemila!

L’esportazione è troppo costosa bisogna realizzare nuove formulazioni

La storia del trucco dal 1945 al 1949 vede l’industria cosmetica americana ad estrarre essenze dal proprio paese come il sassofrasso, l’artemisia, l’olio di limone e la menta piperita.

Altri furono ricavati in laboratorio in modo sintetico come l’ylang ylang, Hidroxicitronellal e bergamotto e l’introduzione dell’alcol 2 feniletilico un composto organico contenente nella sua struttura chimica un “anello aromatico”, questo composto viene prodotto anche dalla rosa. Tutto questo sostituì le importazioni.

Di cosa parlano i giornali?

La giornalista Evelyn G. Haynes asseriva che il make up non fosse cambiato molto dagli anni 20, ma scrisse a Vogue che qualcosa stava cambiando, e che un nuovo tipo di bellezza stava nascendo.

Nasce un nuovo tipo di bellezza

Parla di una bellezza più dolce e raffinata, proprio grazie al make up, che si spoglia di costruzioni eccessive e diventa leggerissimo, essenziale. Lo stesso fondotinta in polvere non sarà più utilizzato per soffocare la carnagione, inoltre i colori saranno delicati, continua la giornalista, rosa pallido, pesca e dorati.

Incarnati leggeri come i rossetti che diventeranno più pastello come rosa e corallo.

…Il bikini

Look perfetto da indossare con il capo estivo più consigliato da Harper’s Bazaar e dal suo eclettico fashion editor Diana Vreeland, stiamo parlando del bikini, un modo perfetto per scrollarsi di dosso la cupidigia della guerra.

Le ragioni di questo make up più leggero si possono trovare proprio nelle esigenze quotidiane femminili, essere essenziali era anche una forma di rispetto verso il paese in guerra, in “Make up 100 anni allo specchio” ed Efesto 2015 si approfondisce molto l’argomento.

Source:

Antonio Ciaramella Make up 100 anni allo specchio Ed Efesto 2015

Richard Corson Fashions in Make up from ancient to modern times 1972 Universe book

Fotografia e make up, sono gli elementi cardine del percorso trasversale e dinamico che, sin da giovane, ha segnato l’animo di Antonio Ciaramella. Se le sue origini partenopee gli hanno conferito l’arte del parlare romantico, la sua determinazione l’ha portato ad inseguire costantemente la bellezza.

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