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Film: Il Mostro Della Laguna Nera

Il mostro della laguna nera, flim del 1954 diretto da Jack Arnold, è uno dei film in bianco e nero piu celebri dell’epoca, poichè è una delle prime produzioni cinematografiche girate in tridimensione con personaggi come Richard Carlson, Julie Adams, Richard Dennig e altri ancora.

La pellicola è un Horror fantascentifico che ha fatto appassionare tutta l’America con la sua trama surreale e i suoi effetti speciali.

Trama

Un gruppo di studiosi parte per una spedizione lungo il Rio delle Amazzoni, questi appena arrivati sul posto si imbattono in una laguna preistorica che ospita il Gim-Man, un mostro ibrido metà uomo e metà pesce, che uccide alcuni membri del gruppo e rapisce la bellissima Kay.

Le abilità del mostro sono molteplici, forza e resistenza, però gli scenziati riescono ad ucciderlo e a salvare Kay, appiccando il fuoco nella sua laguna nera.

Il Make-up Artist

Il Make-up Artis con il gravoso compito di ricreare il mostro della laguna è Bud Westmore, appartenente alla storica famiglia Westmore, i truccatori delle più grandi dive e dei più famosi colossal cinematografici, tanto da essere premiati con una stella sulla Walk of Fame ad Hollywood.

Bud Westmore è nato il 13 gennaio 1918 a New Orleans. È noto per il suo lavoro in varie pellicole come Il virginiano (1962), Il buio oltre la siepe (1962) e Spartacus (1960).

La Creazione del Mostro

Nonostante le tecnologie negli anni ’50 non fossero molto avanzate, il lavoro per creare l’ibrido è stato dettagliato e preciso.

Infatti quando Bud Westmore, capo degli effetti speciali e costumi, realizza il primo bozzetto in creta con una grande cresta posizionata sulla schiena e la testa simile ad un rospo, mantenendo la corporatura umana.

Il risultato non è considerato soddisfacente per i dirigenti della Universal, e viene quindi riesaminato con l’aiuto della disegnatrice Millicent Patrick.

I 3 Costumi

Bud ha il compito di creare dei costumi che si adattino alle varie scene e alle richieste del regista.

Per le scene girate sul terreno realizza cinque costumi e due per quelle in acqua.

Come costume principale, Westmore crea una testa in lattice e per il corpo realizza una sorta di calzamaglia, che va dal collo alle caviglie; inoltre fa si che le mani e i piedi possano essere indossati in un secondo momento.

L’intero corpo è decorato con delle piastre incollate per perfezionare l’effetto.

Le colorazioni variano dal verde muschio a un giallo verdastro più chiaro nelle parti dell’addome; mentre la bocca e le callosità sui palmi delle mani sembrano colorate di rosso.

Un altro costume viene ideato per le scene subacquee, per adattarsi alle diverse altezze dei due attori, che si alternavano per le varie riprese.

Westmore nella scena finale crea per lo stutman, Tom Hennessy, un terzo costume, in cui il mostro viene ricoperto dalle fiamme.

Fotografia e make up, sono gli elementi cardine del percorso trasversale e dinamico che, sin da giovane, ha segnato l’animo di Antonio Ciaramella. Se le sue origini partenopee gli hanno conferito l’arte del parlare romantico, la sua determinazione l’ha portato ad inseguire costantemente la bellezza.

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