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La Nascita della Cipria Compatta

E’ quasi impossibile riuscire a individuare quando la cipria compatta sia stata prodotta per la prima volta, a causa dell’assenza di una storia completa su queste piccole scatole.

Gli Antenati

Non vi è dubbio, tuttavia, che contenitori cosmetici sono stati utilizzati fin dai primissimi tempi.

Ma questi contenitori mancano alcuni particolari affinchè siano identificabili come i precursori della moderna cipria compatta.

Ad esempio:

  • dimensioni adatte al trasporto;
  • mantenere il contenuto al sicuro;
  • contenere una di superficie riflettente e un applicatore.

Quindi, i vasetti di ceramica ritrovati nei siti archeologici egizi, greci o romani, con residui di polvere colorata, non sono definibili ciprie compatte.

Il Make-Up: Un Taboo

Non è difficile immaginare che un tale contenitore sia stato utilizzato per la prima volta da una donna, probabilmente francese, con il bisogno di portare con sé la cipria o il rossetto da ritoccare.

Probabilmente questa donna ha creato questo contenitore da un oggetto facilmente disponibile o un contenitore preesistente, come un medaglione ad esempio.

Certamente questi espedienti sono stati usati fin dal XVIII secolo, quando l’uso cosmetico da parte di uomini e donne benestanti era piuttosto normale.

Inoltre non è presente alcuna forma di produzione organizzata di piccoli contenitori portatili per cipria o rouge fino alla fine del XIX secolo.

Inoltre, per la maggior parte del XIX secolo l’uso di cosmetici se non per scopi legati alla salute era considerato un comportamento altamente discutibile.

Ma quando, durante il XIX secolo, l’atteggiamento verso l’uso cosmetico cambiò in Europa e in America nacquero nuovi prodotti e nuovi modi per impacchettarli.

È questo periodo di cambiamento che ha aperto la strada all’industria cosmetica nel secolo successivo, influenzando lo sviluppo dei primi veri contenitori per cipria e rouge.

L’Ingannevole Uso dei Cosmetici

Il motivo per cui non esisteva alcun produttore di cosmetici portatili è dovuto alla condanna della società occidentale; infatti per la maggior parte del 19° secolo le donne potevano usare i cosmetici solo per ragioni connesse alla salute, almeno apparentemente.

Questa diffusa disapprovazione ha portato a una comprensibile riluttanza da parte delle donne ad essere viste usare i cosmetici in pubblico.

Di conseguenza, le donne non sentivano l’esigenza di possedere contenitori portatili che, se visti, le avrebbero fatte etichettare come donne dalla morale discutibile.

Ci vorranno infatti molti anni prima che le donne si sentano a proprio agio ad utilizzare la cipria in pubblico; pertanto passerà molto tempo prima che cerchino contenitori pratici e che si sviluppi una confezione compatta.

Il Cambiamento

L’emergere graduale delle donne come forza politica ed economica nella società americana, nonché l’aumento di mezzi di trasporto e di comunicazione più efficaci, hanno creato un ambiente in cui i cosmetici avrebbero dovuto essere portabili.

Nel 1890 quasi 4 milioni di donne in America lavoravano per un salario.

La metà di loro aveva meno di 25 anni e sette su dieci erano single: queste erano le donne che avrebbero abbracciato l’uso dei cosmetici nei luoghi pubblici, indipendentemente dalle opinioni della società, ma consapevoli della necessità di essere discreti.

Portabilità e Discrezione

Quando le donne stavano semplicemente a casa o facevano brevi viaggi, potevano applicare le ciprie o altri cosmetici nella privacy della propria casa.

Pertanto le loro polveri per il viso erano contenute in grandi contenitori, spesso scatole di metallo, prodotte in serie dal 1880.

I rouge erano comunque abbastanza piccoli, poiché applicati con parsimonia, per questo il contenitore era in cartone e non doveva essere molto robusto.

Ma le donne lavoratrici, che stavano lontano da casa per molto tempo e anche le donne che non lavoravano, ma partecipavano ad eventi sociali, fecero nascere la richiesta di un container portatile che consentisse di applicare i prodotti quando e dove necessario.

La donna media della fine del XIX secolo, con i mezzi e il desiderio di usare i cosmetici, si trovò pertanto di fronte agli imperativi funzionali di portabilità e discrezione.

Ciò portò al design di prodotti cosmetici camuffati; le confezioni erano progettate per apparire come qualcos’altro o per essere nascosti in un oggetto quotidiano.

Fotografia e make up, sono gli elementi cardine del percorso trasversale e dinamico che, sin da giovane, ha segnato l’animo di Antonio Ciaramella. Se le sue origini partenopee gli hanno conferito l’arte del parlare romantico, la sua determinazione l’ha portato ad inseguire costantemente la bellezza.

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